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Sanità Puglia/ Battaglia sui deficit ASL e sui rimborsi ai laboratori

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Tornano le polemiche sulla sanità pugliese, in particolare sul possibile aumento del deficit delle Asl. Inaugurando il centro iperbarico dell’ospedale S. Paolo di Bari, il presidente della Regione Nichi Vendola è tornato sul letimotiv del piano sanitario regionale: «una nuova visione del sistema sanitario che mette al centro la medicina del territorio, una visione in grado di liberare dai procedimenti amministrativi la vicenda di alcuni ospedali, come l’Oncologico di Bari». Entro l’anno – ha assicurato l’assessore alla Salute Tommaso Fiore – è prevista l’apertura dell’Oncologico di Bari nella sua nuova sede, che sarà fisicamente collegata al Policlinico. E, «non appena a livello governativo saranno sbloccati i fondi per le aree sotto utilizzate partiranno anche i lavori di manutenzione straordinaria dell’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari».
Vendola ha rimarcato che la Puglia è pronta «alla riorganizzazione su scala regionale delle cure neurologiche. Bisogna nascondere la realtà dietro un’impalcatura di polemiche pretestuose per non vedere che, accanto a buchi neri, criticità e a punti di arretratezza, la sanità pugliese sta facendo uno sforzo abbastanza importante per essere competitiva». E tale sforzo può riuscire «nella misura in cui noi sapremo separare ciò che è rete ospedaliera da ciò che è rete di servizi territoriali che possono drenare la maggior parte della domanda di salute e consentire quindi agli ospedali di diventare luoghi attrezzati e moderni». La sanità pugliese, per Vendola, «ha guadagnato in ogni distretto momenti importanti, che dovrebbero consentire di chiudere anche la partita del turismo sanitario e i viaggi della speranza organizzati dai ciarlatani». Dall’opposizione, invece, puntano l’indice sulla questione dei deficit Asl. «Continuiamo ad apprendere solo da notizie di stampa che i debiti delle
Asl pugliesi crescono e si moltiplicano. Più volte in questi mesi abbiamo paventato il rischio che il disavanzo reale delle Asl fosse ben superiore a quello che ci era stato comunicato ufficialmente. Chiediamo quindi ai presidenti delle Commissioni Bilancio e Sanità, di convocare quanto prima – dice Rocco Palese, capogruppo Fi-Pdl – una apposita seduta congiunta nella quale gli assessori Fiore e Pelillo vengano a riferire sui dati delle perdite reali delle Asl pugliesi noti al 3° aprile 2009 e relativi al 31dicembre 2008. E, visto che i Bilanci di esercizio delle Asl sono rivelati quantomeno inattendibili, chiediamo anche di visionare le certificazioni dei revisori dei conti su quei bilanci». il centrodestra chiede anche «di sapere chi e come ha speso questi soldi, in quale buco nero finiscono centinaia di milioni di euro visto che proprio per pagare questi debiti il Governo regionale dall’anno scorso ha aumentato tutte le tasse ai cittadini».
Nelle polemiche si inseriscono anche i laboratori d’analisi privati, chiedendo perché
la giunta regionale pugliese nel 2007 «ha definito i nuovi criteri di assegnazione dei tetti di spesa alle strutture private accreditate e gli stessi non sono mai stati applicati?». Ricordando la segnalazione dell’Antitrust sulla penalizzazione di alcuni laboratori a vantaggio di altri, l’associazione Lanap ha così scritto una lettera al governatore rivolgendogli dieci domande e chiedendogli, tra l’altro, perché «non riesce ad imporre un modello equo e trasparente nell’assegnazione dei fondi pubblici ai laboratori di analisi privati». E perché i direttori generali delle Asl hanno «applicato le norme in modo discrezionale», nonostante sul caso vi sia stato anche il monito del procuratore regionale della Corte dei Conti, che ha espresso la necessità di «aggiornare e attualizzare le nuove modalità di calcolo, rispetto al 1998, dei limiti di remunerabilità delle prestastazioni>>.


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