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Incendi/ Il presidente del Parco Gatta chiede l’intervento dell’esercito e un elicottero in più

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Ho richiesto l’intervento dell’esercito, affinché non ci si possa trovare nuovamente di fronte alla tragedia degli incendi del 2007. Le condizioni meteo-climatiche anche periprossimigiornisono allarmanti. Io sono seriamente preoccupato per la situazione, ma stavolta risponderò colpo su colpo e adotterò il pugno di ferro”.  Giandiego Gatta, presidente del Parco nazionale del Gargano, analizza la difficile situazione venutasi a creare a causa degli incendi che stanno fiagellando il Promontorio in questi primi giorni d’estate. Solo nella giornata di martedì sono andati in fumo circa40 ettari tra macchia mediterranea e foresta. Due i roghi che hanno richiesto anche l’intervento dei canadair. Il primo nel territorio di San Nicandro Garganico, con un incendio di circa 30 ettari. Per domare le fiamme è stato necessario l’intervento di squadre di Vigili del Fuoco di Foggia, di San Severo, della Protezione Civile e numerosi volontari. Anche nel pomeriggio di ieri, un incendio di vaste proporzioni ha interessando la zona di San Giovanni Rotondo, più precisamente in località Lematine. Sul posto hanno operato due canadair, che hanno effettuato continui lanci d’acqua, vedendo impegnate due squadre dei Vigili del Fuoco di San Giovanni Rotondo e il corpo Forestale dello Stato. Le fiamme hanno lambito anche i centrò abitato. “Abbiamo schierato tutti gli uomini del Cta a nostra disposizione-afferma Gatta-. Siamo sott’organico. Ho 50 uomini a disposizione, di cui 10 sono adoperati in ufficio, a fronte di 121 ettari di foresta, e per questo ho fatto richiesta di un terzo elicottero Fire Box e l’aumento della pianta organica della Guardia Forestale. Siamo alle prese con una situazione difficilissima, e la maggior parte degli incendi sono di origine dolosa-aggiunge-. C’è un alto stato di allerta, in virtù delle temperature elevate. Le piogge non si prevedono e ci sono tante stoppie. E’ necessario che la Regione Puglia impieghi maggiori risorse per la prevenzione agli incendi del Gargano. Il nostro compito come Ente lo abbiamo fatto redigendo il piano triennale di prevenzione (Aib), che va ad inserirsi nel piano generale della Regione”. Oltre ad interventi diretti, il Parco del Gargano, ha agito sul versante della comunicazione. “A giorni-spiega Gatta-, partirà la campagna di sensibilizzazione dei cittadini, per indurre ad assumere comportamenti corretti nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Siamo in trincea per combattere e sconfiggere questa piaga che non può e non deve mettere più in ginocchio il nostro territorio”. Una lotta, che parte da lontano, e che, come spiega Carmela Strizzi, vice Direttore del Parco Nazionale del Gargano, è stata studiata nei minimi termini a tavolino. “Il piano di prevenzione, va redatto per legge, si va ad inserire nel piano generale della Regione(dopo l’approvazione del Ministero), ed ha validità triennale. Le nostre novità per l’estate 2009 sono tre: due elicotteri Fire box al Gino Lisa di Foggia, che speriamo abbiano l’ok per avere la base operativa a Vieste e nella zona tra Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo. Inoltre, ci sarà una campagna di comunicazione importante su tutti i mass media e sui tabelloni pubblicitari di tutte le città del Gargano. E sono già partiti i lavori per la sistemazione del degrado(sterpaglia, incuria) delle zone interne dei boschi (costo 1.087.000 euro)-sottolinea-. Quest’anno abbiamo fatto una ricognizione complessiva delle risorse a nostra disposizione, e in tal senso, abbiamo destinato più fondi perla lotta agli incendi, che servirà anche a mettere a disposizione del territorio una potente autobotte. Le zone più a rischio, non solo le zone interne, bensì quelle costiere, perché più frequentate dalla gente-conclude-. E’ difficile tenere sotto controllo la situazione degli incendi, perché sono a macchia di leopardo. Le origini? Non solo dispetti o stratagemmi per rendere l’area più facilmente accessibile alla pastorizia, ma anche imprudenza di taluni. Nelle condizioni odierne, noi siamo in forte difficoltà, perché siamo sotto organico di almeno un terzo rispetto al necessario. Ci servirebbero almeno 150 unità”.

Matteo Palumbo


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