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Presentata ufficialmente l’idea de “la grande statua di San Pio”

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Il piu’ grande monumento di fede e di arte del pianeta, che sara’ costruito a Rignano Garganico – la statua sara’ autonoma dal punto di vista energetico grazie ad una speciale “vernice fotovoltaica” brevettata dal Cnr di Bologna e da diverse universita’ straniere.

 

Affollata conferenza stampa stamane a San Giovanni Rotondo per presentare l’idea de “La Grande Statua di San Pio”, grande opera di arte e di fede che sarà realizzata a Rignano Garganico, ridente cittadina di 2000 abitanti ubicata a circa 15 chilometri dalla tomba di Padre Pio da Pietrelcina, in una posizione unica e panoramica.

Sono intervenuti per l’occasione presso il Centro Accoglienza dei Frati Cappuccini – Hotel “Approdo”: il Presidente del Comitato promotore dell’iniziativa, P. Antonio Resta, sacerdote francescano, cappellano militare in congedo e figlio spirituale del frate delle stigmate; Michele Ciavarella, vice-presidente del Comitato; Antonio Gisolfi, sindaco di Rignano; Nicola Danza, esperto di energie rinnovabili e membro del Comitato. Hanno moderato i lavori i giornalisti e scrittori Vittorio Stagnani e Roberto Parisi. Presenti tutte le istituzioni del territorio con i loro rappresentanti, che hanno dato la loro adesione all’idea progettuale. Tra gli altri sono intervenuti il consigliere regionale Pino Lonigro, l’assessore provinciale all’ambiente Pasquale Pazienza, il sindaco di Monte Sant’Angelo Andrea Ciliberti, il vice-sindaco di San Marco in Lamis e presidente del Consorzio “Garganocomune” Pinuccio Villani, il consigliere provinciale e consigliere comunale di San Giovanni Rotondo Gaetano Cusenza, il rappresentante degli albergatori Costanzo Bocci, l’esperto di energie rinnovabili Francesco Di Cosmo, l’ex-sindaco di San Giovanni Rotondo Davide Fini ed altri. Letta dal sindaco Gisolfi la lettera di adesione al progetto da parte del presidente del Parco Nazionale del Gargano Giandiego Gatta. La statua, ha riferito il vice-presidente del Comitato, Ciavarella, sarà energeticamente autonoma grazie all’utilizzo di una speciale "vernice fotovoltaica" brevettata dal Cnr di Bologna e da diverse università e centri di ricerca stranieri. Di seguito riportiamo gli interventi dei relatori Padre Resta, Ciavarella, Gisolfi e Danza.

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INTERVENTO DEL PRESIDENTE P. ANTONIO RESTA
Carissimi fratelli,

Vi saluto con grande affetto e stima. Come è mio costume, entro subito nella questione all’ordine del giorno. Ecco le ragioni che animano, noi componenti tutti il Comitato Grande Statua di Pio di San Pio da Pietrelcina, a Rignano Garganico. In primo luogo, c’è un motivo di carattere strettamente personale, quello della mia inveterata devozione per il Santo dalle Stigmate, di cui Vi racconterò, lo stesso che mi ha convinto sin dal primo momento ad accettare il gravoso incarico di presidente. Ho avuto occasione di conoscere per la prima volta Padre Pio nella primavera del 1947, allorché ero collegiale in quel di Ascoli. Assieme ad altri fratini, forse una ventina, in comitiva accompagnati dal direttore Tarcisio Castriotta fummo ricevuti dal Frate delle Stigmate, prima nell’atrio del Convento e poi nella vecchia chiesa di Santa Maria delle Grazie, in San Giovanni Rotondo. Padre Pio, diversamente dal suo solito e sbrigativo comportamento burbero, si dimostrò assai gentile e delicato. Ci salutò ad uno ad uno con una carezza paterna sul capo, quindi dopo averci dato gli auguri di sereno futuro, ci accompagnò sino all’uscio, benedicendoci”. Le visite al Frate si ripeterono con più assiduità durante la mia frequentazione del Liceo a San Matteo. Tutto questo accadeva a seguito di improvvisate scarpinate a piedi verso la meta. Padre Pio ringraziava e incoraggiava con parole di sprono noi interlocutori. Più volte lo vidi e colloquiai con lui, durante l’annuale scambio conviviale. Una volta, mi trovai a pranzare nel refettorio dei Cappuccini ad un passo da lui. Sono il primo alla sua sinistra, come si evince da una foto ingiallita in mio possesso. Durante il pasto lo osservai attentamente rapito dai suoi gesti e dal suo contegno sovraumano. Mi colpì soprattutto la visione delle mani nascoste dalle “pezzette”. In lui vidi o immaginai di vedere il Cristo Crocifisso. Negli anni a seguire ebbi modo di visitare più volte il Santo durante il mio peregrinare, specie quando mi trovai ad esercitare il mio ministero a Torremaggiore. Nel settembre del 1968, dopo una fugace visita durante gli ultimi giorni della sofferenza, sconvolto dalla di lui scomparsa, partecipai con viva commozione ai suoi funerali, sfilando in corteo assieme a tanti altri frati e religiosi. Il mio rapporto con i luoghi di ricordo del Santo, proseguì e si intensificò negli anni a venire, sia durante il periodo della mia lunga permanenza in quel dell’Amendola che in quella di Bari. Talvolta venni a San Giovanni Rotondo da solo, in altre in compagnia dei fedeli. Al termine di ogni visita, tutti tornavamo soddisfatti e sereni alle nostre sedi, benedetti dall’alto dal Frate delle Stigmate. L’altro motivo di fondo, per cui credo nella bontà dell’iniziativa, è quello del rapporto con Rignano, mio paese natale. Il riferimento è alla presenza di San Pio a Rignano Garganico, testimoniata dalla corrispondenza intercorsa tra il Santo e il canonico don Pietro Ricci nei primi vent’anni del Novecento, un evento quest’ultimo assai avvertito non solo dai devoti ma dall’intera popolazione. Su tale rapporto, ci promettiamo una pubblicazione, che sarà data alle stampe quanto prima. Ma non si tratta di una ripubblicazione a sé stante fatta di sole lettere, ma anche di alcuni fatti miracolosi che hanno interessato direttamente ed indirettamente i miei concittadini. Devo evidenziare che tutto questo riempie me e gli altri di gioia e nel contempo di orgoglio, consapevoli che Padre Pio, in vita non amava solo ricevere i devoti in Convento, ossia a quello di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Rotondo, ma spesso era Lui a spostarsi con umiltà nei luoghi prescelti dalla Divina Provvidenza, bisognosi di cura ed interventi spirituali, per visitare ed avere contatto diretto con la gente. Nelle lettere non c’è scritto, ma si suppone come da testimonianze di storia orale che il Santo sia venuto più volte a Rignano, in Via Gioelli n. 7, a cavallo di un asinello, per dare conforto alla popolazione e alla famiglia Ricci, ospite gradita del suo peregrinare. Sicuramente egli veniva non tanto per rendere omaggio ai “benefattori” del convento, quanto per intrattenersi con i contadini e i dipendenti, spesso costretti a vivere lontani dalle famiglie per settimane e settimane, pur di guadagnare un tozzo di pane. L’anzidetto volume sicuramente è da considerarsi un ottimo e pregnante anticipo di quanto s’intende fare in seguito in termini di omaggio e di venerazione nei confronti di questo grande Santo del Francescanesimo e dell’umanità intera. Il riferimento è sempre alla Grande Statua, che intendiamo realizzare non tanto per osannare la effigie terrena del Frate, seppure eroica ed ammirabile da ogni punto di vista, quanto per rendere gloria all’Altissimo e al figlio nostro Salvatore, a significare che il suo amore verso l’umanità sofferente, nonostante l’ingratitudine dei corsi e ricorsi storici, continua il suo inarrestabile percorso salvifico. La Statua, come risaputo, sorgerà su un poggio nelle vicinanze del centro abitato, da cui sarà visibile da tutta la Capitanata ed oltre e costituirà un faro di luce, pronta ad illuminare anche i cuori e le menti dei più ostici e sprovveduti osservatori. Con il sostegno della fede in Cristo, l’aiuto e l’assistenza del Santo e l’immancabile contributo dei gruppi di preghiera e dei devoti, a cui va tutta la nostra immensa gratitudine, sicuramente ce la faremo.

Pace e Bene!

Il Presidente
P. Antonio Resta

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INTERVENTO DEL VICE-PRESIDENTE MICHELE CIAVARELLA

Signori e Signore,
in qualità di portavoce del Comitato “La Grande Statua di San Pio – Resta con noi”, porgo a tutti i presenti il più caloroso saluto e il ringraziamento per avere accettato l’invito a questa conferenza stampa. Sicuramente è la prima di una lunga serie, perché ci teniamo ad informarVi passo passo sulla vicenda che più ci sta a cuore: la realizzazione della grande Statua di San Pio.

Prima di entrare nel merito della questione, mi preme ringraziare vivamente gli Arcivescovi e i Vescovi della Provincia di Foggia, i Frati Francescani di Puglia e Molise e soprattutto la fraternità dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo e dell’Ordine di Sant Angelo e di Padre Pio, per averci aperte tutte le porte al discorso, compresa la ospitalità odierna presso questa accogliente e strategica struttura. Ringrazio, poi, le Istituzioni che hanno creduto e credono in questo progetto, e gli Organi di Stampa a tutti i livelli. Inoltre, un ringraziamento particolare va a Marcello Ventura, direttore della filiale di San Giovanni Rotondo della Banca Carime, e al Notaio Rosa Giuliani di San Giovanni Rotondo.

Come pure rivolgo la nostra immensa gratitudine al direttore dell’Approdo e al personale per averci assicurato da subito la loro piena disponibilità e l’eccellente servizio che ora stiamo constatando con soddisfazione.

Come già sapete, la grande statua sarà realizzata a Rignano Garganico. La conferenza stampa odierna è stata voluta alla vigilia di un altro grande evento, importante per San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico e la Puglia intera, ovvero l’arrivo domani sul Gargano del Santo Padre, Papa Benedetto XVI.

Una coincidenza, quest’ultima, che riflette la nostra volontà di muoverci costantemente ed in ogni evenienza con ponderatezza sotto il magistero e la guida della Chiesa.

Il Comitato che rappresento non ha alcun fine di lucro. Si è costituito di recente mediante un atto pubblico sottoscritto presso lo studio del notaio Rosa Giuliani, a cui partecipa anche il Comune di Rignano, e che è permeato da una molteplicità di esperienze assolte in ogni campo sia sul fronte laico che su quello religioso. Non per niente la scelta della presidenza è caduta sul cappellano militare in congedo e francescano, P. Antonio Resta dell’Ordine dei Frati Minori, nativo di Rignano e figlio spirituale di Padre Pio.

La statua, che sarà un grande faro di fede per la cristianità e nel contempo uno strumento di pace e di conversione per l’intera umanità, sarà realizzata in località “La Croce” o in località "Cuore di Gesù", dove vi è un panorama mozzafiato, unico e affascinante. Dal belvedere di Rignano, grazie ai suoi 600 metri sul livello del mare, è possibile, infatti, ammirare il Golfo di Manfredonia, le coste del Nord Barese, lo splendido Castel del Monte, il Sub Appennino Dauno, la Piana del Tavoliere e la Majella, spaziando con la vista a 180° (dalla sommità della statua si avrà una visuale di 360°).

L’idea progettuale, nata nel lontano 1998 su iniziativa dell’allora Amministrazione Comunale, è oggi fatta propria dalla Pubblica Amministrazione in carica e dall’intera comunità.

Ecco le altre ragioni basilari del nostro ambito ed ambizioso progetto. Trovandosi Rignano in una aerea e dominante posizione geografica, il monumento si rivelerà una vedetta – guida per chi, dimorando nei piccoli e grandi centri della piana, dei Monti dirimpettai e laterali, o addetto al lavoro nelle campagne vicine e lontane, oppure in viaggio a bordo dell’ automobile o del treno attraverso la Capitanata, intende elevare al Santo una preghiera d’intercessione o di ringraziamento.

Nel contempo l’opera costituirà un invito esplicito per chi si promette di visitare quanto prima la tomba del Frate e l’annesso Santuario “Madonna delle Grazie” in San Giovanni Rotondo, da cui il luogo deputato al nobile scopo dista in linea d’aria appena qualche chilometro.

L’altra considerazione di fondo è che la Grande Statua non è fine a se stessa, ma costituisce l’involucro di un contenitore ricco di alta e inconfutabile spiritualità e sacralità. Stiamo valutando e selezionando le idee ad una ad una. Quando avremo il quadro completo lo sottoporremo alla Vostra attenzione.

L’ultimo e forse il principale motivo che anima la popolazione e gli organizzatori di questo grandioso disegno risiede nella storia e nel rapporto che il Frate di Pietrelcina ebbe con questa piccola e sperduta comunità sin dal suo primo arrivo sul Gargano, rappresentato e significato da innumerevoli lettere e da due incontri diretti, avvenuti in prossimità degli Anni ‘20, quando il corpo del Frate cominciava ad essere macerato dalle sofferenze del Cristo. Le lettere a Don Pietro Ricci costituiscono una vera e propria miniera di notizie inedite sulla sprigionante umanità e personalità del Santo, mettendo in luce tanti altri aspetti poco conosciuti dal grosso pubblico, nonostante il tutto sia contenuto nell’Epistolario IV, dato alle stampe qualche anno fa. Ed è per tutto questo “amore – affetto” reciproco che l’intero popolo rignanese vuole la Grande Statua.

La progettazione e l’esecuzione sarà affidata ai massimi artisti ed architetti del mondo, scelti mediante un concorso internazionale di idee, dai quali ci aspettiamo non la solita colata di cemento o “pugno nell’occhio”, ma una “realizzazione” decorosa e ben incastonata nell’orografia dei luoghi e dell’ambiente, semmai facendo ricorso alle più sofisticate tecnologie. Per esempio stiamo pensando alla sperimentazione di un particolare materiale, una sorta di “vernice fotovoltaica” capace di assorbire luce e calore e di trasformarla in energia elettrica utile al funzionamento autonomo della struttura. Di questo ne parleremo però in un secondo momento, quando sapremo quale artista o architetto progetterà la grande opera.

Daremo precise direttive agli artisti che intenderanno scommettere nella Grande Statua:

1) il monumento sarà alto dai 50 si 60 metri;

2) sarà visitabile al suo interno;

3) rispetterà e implementerà l’ambiente circostante;

4) il suo piedistallo ospiterà un museo di Padre Pio e un luogo di culto.

Va precisato, infine, che lo Statuto del sodalizio, prevede, in caso di mancata realizzazione del progetto, la devoluzione della somma raccolta alle opere di Padre Pio, per essere destinata ad attività di bene.

Tanto premesso, fermamente convinti della bontà dell’iniziativa, chiediamo alle istituzioni presenti il loro appoggio morale e materiale, e alle autorità religiose, conforto e guida.

Ho finito, grazie per l’attenzione, ma prima di chiudere vorrei ricordare i nomi di tutti i membri del Comitato: Padre Antonio Resta; Michele Ciavarella; Antonio Gisolfi; Gabriele Nido; Angelo Del Vecchio; Giuseppe Del Vecchio; Mario Ardolino; Antonio Pizzichetti; Nicola Saracino; Nicola Danza; Antonio Paglia.

Vice-Presidente Comitato
Michele Ciavarella

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INTERVENTO DEL SINDACO DI RIGNANO ANTONIO GISOLFI

Egregi Signori,
in qualità di sindaco a nome mio personale, dell’Amministrazione Comunale che rappresento e dell’intera comunità di Rignano Garganico, porgo a tutti il più fervido ed sentito saluto.

Quella della Grande Statua non è un progetto impossibile, ma si sostanzia sulla scorta di una lunga e pregnante discussione che perdura da circa un decennio. L’idea è nata nel 1998 dall’Amministrazione Comunale di allora, è stata fatta propria oggi dal Comitato di cui l’Ente che mi onoro di rappresentare fa parte, è da me pienamente condivisa.

L’iniziativa poggia la sua principale ragione d’essere nel rapporto che il Santo ha avuto con la nostra cittadina ed in particolare con il canonico Don Pietro Ricci, di cui ci apprestiamo a pubblicare un libro, sicuri che un volume su San Pio e Rignano faccia ancora notizia.

Come primo cittadino, non posso tacere od esimermi dal fatto che anche un piccolo comune, come quello che attualmente rappresento, possa ricordare del Santo con un proprio scritto, l’intenso rapporto avuto con la nostra popolazione e dei conseguenti eventi miracolosi succedutisi nel corso dei tempi.

Di tutto questo c’è un carteggio di rispetto che merita di essere meglio conosciuto ed approfondito dal grosso pubblico, si spera mediante la ricerca e il ritrovamento di tutta la corrispondenza intercorsa nei primi anni del Novecento con il nostro concittadino Don Pietro Ricci, di cui si conservano l’epistolario di ritorno, cioè le lettere di risposta di San Pio, ma non quelle di andata.

A noi tutto ciò basta per significare che anche la nostra comunità ha avuto da parte del Santo una considerazione notevole, forse è stato il primo ed unico Santo in vita ad essere ospitato nel nostro paese.

A quei tempi, sicuramente una realtà piccola come Rignano, fatta di persone semplici e devote, era nel cuore del futuro Santo.

Ed è per tutto questo che Rignano, non solo vuole ringraziare San Pio per la sua attenzione terrena, ma ha intenzione di onorarlo con una mirabile Grande Statua nel luogo più in vista della collina, affinché anche i più lontani viandanti ed automobilisti possano ammirarla e pregare per il bene di se stessi e dell’intera umanità.

Rignano, denominato il Balcone delle Puglie e ubicato lungo la Via Sacra Langobardorum, è il luogo predestinato per sua natura ad ospitare siffatta opera.

L’Amministrazione comunale che rappresento continuerà a dare a questa idea tutto il suo appoggio affinché il sogno diventi presto una realtà.

Il Sindaco di Rignano Garganico
Antonio Gisolfi

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INTERVENTO DI NICOLA DANZA, IMPRENDITORE NEL CAMPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI

La Grande Statua di San Pio, da realizzarsi nel comune di Rignano Garganico, prevede la superficie esterna ricoperta di una vernice fotovoltaica, in grado di produrre almeno una decina di chilowatt di energia elettrica da utilizzarsi per l’illuminazione della stessa statua e dell’area circostante (piazzale e strutture di contorno). La "statua solare" promuoverà un nuovo modo di concepire il fotovoltaico, ancora più ecologico e rispettoso dell’ambiente circostante. Infatti, non si utilizzeranno pannelli che, per quanto possano essere "integrati" negli edifici, rappresentano, comunque, "corpi estranei".

Consigliere del Comitato
Nicola Danza

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L’Ufficio Stampa
Angelo Del Vecchio – Antonio Paglia

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