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Provincia si apre la verifica

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Il PDL chiede all’UDC di chiarire il progetto politico, la giunta è a rischio.

 

Ad una settimana dal risultato del ballottaggio il Pdl apre la verifica alla Provincia di Foggia. Il coordinatore provinciale Gabriele Mazzone, che è anche componente della giunta provinciale, ed il presidente Antonio Pepe avevano preso tempo, ma probabilmente per non, decidere sulla spinta della botta a caldo. Di qui una riflessione allargata con i vertici del partito, in particolare con gli onorevoli Tatarella, Leone e Pepe (assente il senatore Morra) e i consiglieri regionali Damone, Ruocco, Santaniellò, Tarquinio e Zaccagnino.
Una riunione che ha prodotto un documento politico allargato non solo alle questioni della Provincia di Foggia, ma anche al risultato delle elezioni europee e soprattutto alle vicende del capoluogo con la sconritta, al ballottaggio, del candidato sindaco del centrodestra, Enrico Santaniello, battuto dal candidato sindaco del centrosinistra uscente, Gianni Mongelli, appoggiato dalla coalizione centrista che al primo turno aveva sostenuto la Lambresa, e cioè l’Unione di centro.
«Sul piano politico il Pdl rileva come l’adesione dell’Udc al cartello del centrosinistra nel secondo turno di ballottaggio per il Comune di Foggia, per quanto legittima conseguenza di una libera ed autonoma scelta, pone una questione politica nel tema delle alleanze, perché rischia di ingenerare
confusione e fughe in avanti prive di strategie di lungo respiro», si afferma nel documento politico approvato dai maggiorenti del partito. «Questa condizione di segno nuovo — insieme alle necessità già maturate e rappresentate in altre sedi politiche — impone oggi l’apertura di una verifica molto seria in seno alla Provincia non solo per valutare i processi in essere e le scelte conseguenti, ma anche per stimare l’attuazione del programma sin qui svolto con la guida autorevole di Antonio Pepe», prosegue il documento che fa capire, tra le righe, che la verifica vale anche all’interno della pattuglia del Pdl.
Tuttavia nessun atto di belligeranza nei confronti dell’Udc (come volevano anche alcuni del Pdl) ma una posizione di equilibrio in attesa di conoscere meglio lo sviluppo degli eventi che, tuttavia, proprio a Palazzo Dogana potrebbero anche ingessare l’opera della Provincia di Foggia a guida centrodestra.
Nel documento il Pdl «registra con soddisfazione il grande risultato conseguito nel voto per le europee dove, raggiungendo il 43%» e poi si sofferma sul voto del capoluogo dopo aver salutato con soddisfazione il successo ottenuto al primo turno a San Severo e Lucera (ma con l’Udc come alleato).
«Nella città di Foggia il Pdl, pur confermandosi primo partito per il numero di consensi ricevuti, ha visto sfumare la possibilità di assumere la guida del comune capoluogo per un’imprevedibile crescita del “partito dell’astensione” che ha penalizzato oltre misura il lodevole impegno del candidato sindaco Enrico Santaniello, la cui candidatura — alla fine – è stata da tutti condivisa con grande fiducia ed apprezzamento personali». Insomma, anche il Pdl, come partito, si assume le sue responsabilità e non scarica la sconfitta su Santaniello. 


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