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La verifica sbarca in Provincia. Il PDL diviso fra duri e possibilisti

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Prime crepe nella maggioranza di centrodestra che da un anno governa l’amministrazione provinciale. Il nodo riguarda l’Udc, in maggioranza con il centrodestra a Palazzo Dogana e ora al Comune con il centrosinistra.  Ieri, i tentativi di una parte del Pdl di tenere fuori dalla porta di Palazzo Dogana la crisi sono naufragati in Consiglio provinciale a causa della mozione presentata da Paolo Agostinacchio, esponente de La Destra. «Il presidente Antonio Pepe – scrive l’ex sindaco di Foggia – deve aprire una fase di chiarimento politico dal momento che non può essere tollerato il contrasto tra la maggioranza con l’Udc qui a Palazzo Dogana e quella che si va formando al Comune. Si impone una verifica che deve essere preceduta da una revoca delle deleghe assessorili agli uomini dell’Unione di centro».
A fare sponda ad Agostinacchio il consigliere del Pd, Antonio Prencipe che ha sottolineato l’importanza della discussione politica pur se con qualche imbarazzo. Ma il Popolo delle Libertà, nonostante il documento politico di due giorni fa sulla necessità di un chiarimento alla Provincia, non è pronto a mettere fuori dall’esecutivo l’Udc e ha chiesto la sospensione della seduta. Questo ha fatto emergere ancor di più le divisioni interne: tra chi, come i consiglieri regionali Roberto Ruocco e Lucio Tarquinio, vuole la linea dura e chi, come il coordinatore provinciale, Gabriele Mazzone cerca una mediazione. Dopo una lunga sospensione dei lavori del Consiglio una riunione dei capigruppo c maggioranza, presieduta da Enrico Santaniello, si è deciso di rinviare la discussione della mozione politica al 7 luglio. Per la giunta guidata daAntonio Pepe potrebbe essere un problema rinunciare all’Udc. In Consiglio provinciale, se i consiglieri di Casini passassero all’opposizione, l’esecutivo avrebbe una maggioranza risicata. I voti determinanti per mantenere in piedi la maggioranza sarebbero quelli di Paolo Agostinacchio e Nicandro Marinacci, sospeso dall’UDC per aver contestato con un documento l’alleanza al secondo turno delle comunali tra il suo partito e il centrosinistra. Inoltre l’uscita di scena dell’UDC farebbe esplodere le tensioni che da mesi covano nel PDL e tra i consiglieri di maggioranza che vogliono la testa di alcuni assessori.
Antonella Caruso


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