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I debiti delle famiglie della provincia di Foggia sono lievitati del 97%

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Il mutuo per la casa, i prestiti con le finanziarie per l’acquisto dei mobili, i finanziamenti per la ristrutturazione dell’abitazione: sono alcune voci del debito. Quale? Quello delle famiglie della provincia di Foggia, che negli ultimi sei anni è lievitato quasi del cento per cento. A rilevarlo è un’indagine della Cgia di Mestre sull’indebitamento medio delle famiglie italiane, che vede Foggia e la sua provincia al diciassettesimo posto per impennata degli impieghi (appunto i debiti), tra il 2002 e il 2008.
La percentuale segnata da Foggia è un pauroso + 97,59 %, che poco si distanza da Chieti, in testa alla classifica negativa con un 117,85%.
Ma perchè le famiglie foggiane accumulano debiti?
Le voci di “uscita” vedono in testa l’accensione di mutui per l’acquisto della casa, seguita da prestiti per l’acquisto di beni mobili (appunto mobilio, ma anche automobili, moto), quindi credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.
Il carico di debiti che grava su ogni famiglia è, in media, di 15 mila euro, ma per quelle foggiane, come per le famiglie delle altre città meridionali che dominano la scaletta, la cifra è maggiore.
«Quando si analizza la variazione di crescita dell’indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2008 – spiega il segretario della Cgia di mestre, Giuseppe Bortolussi – troviamo molte realtà provinciali delle regioni meridionali, in particolare della Puglia, della Campania e anche dell’Abr uzzo.
Questo sta a significare che l’aumento è legato all’aggravarsi della crisi economica, che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione ».
Tuttavia l’indagine evidenzia anche un paradosso: le province più indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati: Lodi, Roma, Milano, Trento.
A determinare il piazzamento negativo la presenza, com’è ovvio, di nuclei famigliari appartenenti a fasce deboli, ma non solo. A fare la differenza è anche il diverso stile di vita: al Nord e nella capitale, ha appurato l’indagine, sono stati determinanti in senso negativo i forti investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, che non hanno trovato poi l’atteso realizzo.
Tuttavia il dato di Foggia è quanto mai eloquente di una crisi che, dalla limitazione delle spese voluttuarie, si è da tempo estesa ai consumi essenziali, costringendo moltissime famiglie a chiedere prestiti per affrontare incombenze ordinarie.
La cifra relativa al debito medio delle famiglie di Foggia e provincia, a tutto dicembre 2008, era di 10.154,11 euro, non elevatissima se si pensa che in classifica sono 107 le realtà considerate, ma l’ansia da debiti cresce in modo esponenziale se si considera l’arco di tempo degli ultimi sei anni, quando appunto ciascuna famiglia foggiana indebitata vede passare la sua esposizione verso terzi da circa 5 mila a oltre dieci mila euro, con un incremento vicino al cento per cento.
Fra le province pugliesi, prima di Foggia (nel senso che sta peggio), c’è soltanto Taranto (incremento del debito del 107,42 per cento); a ruota Brindisi con il 96,78 per cento.

ANNA LANGONE


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