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Il cacio ricotta caprino di Orsara tra i prodotti tradizionali pugliesi

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Il cacio ricotta caprino di Orsara è stato inserito nell’elenco dei prodotti tradizionali pugliesi. La decisione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è stata ufficializzata con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il cacio ricotta di Orsara di Puglia, formaggio fresco e stagionale, ha diverse peculiarità che lo rendono unico. Il latte necessario alla sua produzione è ricavato dal più grande allevamento caprino della provincia di Foggia. A Orsara, infatti, il Consorzio Allevatori alleva 1.200 capre e produce il cacio ricotta, un formaggio tenero, con proprietà organolettiche di eccezionale rilievo per un’alimentazione sana e corretta. Lo si può gustare meglio col pane, può fungere da antipasto o anche da dessert se accompagnato a miele e marmellate, ma è anche un condimento ideale per migliorare gusto ed estetica di un buon piatto di pasta fresca fatta a mano.

A Maglie, dove recentemente si è tenuto uno degli appuntamenti cui hanno partecipato Slow Food e Cittaslow, si sono poste le basi per un ulteriore riconoscimento con cui premiare questo prodotto tipico orsarese: il cacio ricotta, infatti, è destinato a diventare un «presidio Slow Food».
Il sindaco di Orsara di Puglia, Mario Simonelli, ne ha discusso con il presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese davanti alle pietanze che Peppe Zullo ha preparato per la cena di gala dello scorso 3 agosto nella città del Salento. In quell’occasione, lo chef orsarese ha presentato i «Pezzell chi foglie misk», pasta fatta a mano con un misto di verdure spontanee e cacio ricotta di capra. Un presidio Slow Food ha il compito di preservare e di valorizzare i prodotti tipici che fanno di unicità, gusto e salubrità un tratto distintivo, promuovendo la conoscenza dei modi e dei luoghi di produzione, realizzando veri e propri «laboratori» del sapore.

Diventanto «presidio Slow Food», il cacio ricotta caprino è destinato a diventare un «prodotto bandiera» di Orsara di Puglia, un vero e proprio simbolo del cammino che il «paese dell’Orsa» ha cominciato a intraprendere diversi anni fa e che ha avuto una tappa fondamentale nel 2007 con l’ingresso del bordo nel novero di «Cittaslow», la rete delle città del buon vivere attente all’alimentazione Doc.


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