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Comunità Montana/ I sindaci ci riprovano

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Oggi in 13 dal prefetto per dar vita alla nuova comunità Montana del Gargano Si riuniranno oggi in Prefettura a Foggia i sindaci dei tredici comuni che fanno parte della Comunità montana del Gargano. Riunione sollecitata dagli stessi amministratori per definire, nei tempi più brevi possibili, il percorso da seguire perchè la Comunità montana possa riprendere il suo cammino, dopo la sentenza di «riabilitazione» da parte della Corte costituzionale, che ha ritenuto illegittima quella parte della legge finanziaria 2008 che cancellava le comunità montane, in quanto la disciplina è di stretta competenza regionale; e la norma che, per la definizione delle Comunità, si rifaceva a particolari parametri fisico-geografici riguardanti quei comuni con un territorio non situato all’80 per cento della propria superficie a cinquecento metri sul livello del mare.
Tornando ai sindaci che si ritroveranno dal Prefetto stamane, vogliono dare un segnale nuovo ad un ente che, negli anni, non è che abbia brillato tanto di luce propria. Nel senso che si è parlato poco o nulla di gestione in termini di programmazione e interventi significativi per dare risposte coerenti alla vocazione stessa del territorio (agricoltura, zootecnia, viabilità rurale e promozione), ma molto di spartizione di poltrone e occupazione di spazi di potere.
I sindaci chiedono di invertire questa tendenza e di fare dell’ente montano una grande opportunità per rilanciare il Gargano, partendo proprio da quelle che sono le sue indiscutibili peculiarità. Dunque, niente più notti insonni per spaccare il classico capello al fine di chiudere intese politiche che potessero garantire quegli equilibri che, in pratica, andavano tutte nella stessa direzione: felici e contenti di gestire il proprio orticello.
Per questo, al momento in cui a settembre dello scorso anno, ci fu il provvedimento della Regione di soppressione di tre delle sei comunità pugliesi in attuazione della legge finanziaria 2008, non furono in molti a versare lacrime di dolore. E certamente tra
questi non quanti avevano, fino ad allora, avute le mani nella classica marmellata, anche se
fecero, come suol dirsi, buon viso a cattivo sangue. Si vedrà se i
sindaci sapranno dare un volto nuovo alla «risuscitata» comunità montana del Gargano.
La cartina di tornasole ci sarà nel momento in cui si conosceranno i tempi entro i quali i consigli comunali dei tredici Comuni garganici, che compongono l’ente montano nomineranno il loro unico rappresentante. E, subito dopo, la composizione del nuovo esecutivo che dovrà avere un presidente e due assessori. Una giunta molto semplificata rispetto al passato, certamente nel numero che dovrebbe avere più carattere amministrativo, e non tornare più a metodi che oggi non sarebbero neppure più tollerati da una opinione pubblica, certamente più attenta e meno disponibile ad avallare operazioni che hanno poco o nulla a che vedere con il rispetto delle istituzioni e una sana gestione del denaro pubblico.
Comunque, è la stessa legge che detta i tempi: i sindaci entro trenta giorni dovranno nominare il proprio rappresentante; in caso di inadempienza sarà la stessa Regione ad adottare i poteri sostitutivi. Per il momento alla guida dell’ente resta il presidente Nicola Pinto, pur se in attesa di giudizio per concussione davanti ai giudici del Tribunale di Foggia per una vicenda che lo portò anche agli arresti domiciliari: Pinto respinge le accuse.

Franco Mastropaolo


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