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San Giovanni Rotondo/ “Il nipote di S. Pio? Si metta l’anima in pace perché la traslazione si farà”

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Il portavoce dei frati, Antonio Belpiede contro l’ultimo ricorso al trasferimento della teca.

 

“Padre Pio ha decine di nipoti e pronipoti, tutti sono d’accordo, solo uno si oppone. Ma a noi in verità importa poco del resto sono già quattro i provvedimenti emessi dalla magistratura foggiana in seguito ad altrettanti tentativi di fermarci. Vorrà dire che ci sarà il quinto.. .perché? Perchè il giudice del Tribunale di Foggia non avrà alcun dubbio nel respingere anche questo di Pio Masone. Lui ricorre all’articolo 700 del codice di procedura civile? Voglio ricordare che a tale articolo è già ricorso in un recente passato l’avvocato Francesco Traversi in un suo esposto non ricavando però nulla in merito. Sa come ha motivato il tutto il giudice Salvatore Casiello? .che gli interessi legati alla figura di Padre Pio sono rappresentati dai Frati Cappuccini e dalla Santa Chiesa Cattolica”. Ergo: che i parenti si mettano l’anima in pace, è il succo del ragionamento. Che Frate Antonio Bel- piede portavoce dei Frati Cappuccini, non dice ma fa intuire. Il combattivo portavoce risponde così all’ultima notizia circolata che parla di Pio Masone, pronipote di Padre Pio, figlio del figlio della sorella di Padre Pio Felicita Forgione che ha proposto ricorso d’urgenza ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, al Tribunale di Foggia, al fine di impedire la traslazione del simulacro raffigurante padre Pio, dalla cripta del convento di Santa Maria delle Grazie al tempio di Renzo Piano. “Ma dove sta scritto ‘sta cosa? Sui giornali? Allora gli dico che non può far nulla, i parenti non possono fare nulla…” continua ancora Frate Belpiede, calmo ma deciso. Sembra di rivedere un film già noto: attorno alla figura del Padre le tensioni che non mancano mai. E forse non mancheranno nemmeno in futuro. Però a pensarci bene è stato lui stesso a vaticinare che “farò più rumore da morto che da vivo” quando era ancora in vita. Quindi, a quanto pare, tutto pare andare secondo copione. Così, all’alba del terzo millennio, tocca alla composita squadra di nipoti e pronipoti, gli ultimi discendenti della stirpe carnale di padre Pio, a dividersi su cotanto zio, ormai osannato da tutti e salito agli onori del Cielo. Eppure soltanto a marzo 2008, quindi nemmeno 18 mesi fa, in occasione della riesumazione del corpo, tutti insieme, Maria Giuseppa, Alfonso, Rachele, Orazio, Maria Pia, Tarcisia, Michele e Pio Pennelli, nipoti di Michele Forgione il fratello del santo, e Pio Masone appunto, nipote di Felicita Forgione, sorella di Padre Pio, scesero in commosso silenzio i gradini della cripta. Colpisce il fatto che il 46enne Pio Masone (che abita a San Giovanni Rotondo in Viale Padre Pio) sia stato favorevole ieri alla riesumazione, mentre è invece contrario oggi allo spostamento del corpo dalla cripta di Santa Maria delle Grazie a quella della nuova Chiesa di Renzo Piano. Ma già nel gennaio del 2008 i parenti furono costretti a smentire in occasione della riesumazione che loro erano contrari.
Francesco Trotta


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