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Comunità Montana/ Torna a riunirsi oggi l’assemblea dell’Ente

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Si tiene questa mattina, a Monte Sant’Angelo, la riunione del Consiglio dell’ente, convocata dal presidente pro tempore. Nicola Pinto. Una riunione che dovrebbe, dunque, avviare le procedure per la costituzione della nuova assemblea consiliare e la formazione dell’esecutivo. Una vera e propria rivoluzione copernicana, visto che con le nuove norme fissate dalla Regione, il Consiglio non sarà composto più da trentanove rappresentanti dei Comuni, cioè, tre per ognuno, bensì di appena tredici, uno per ogni ente locale; mentre, la stessa giunta sarà di appena tre componenti: il presidente e due assessori. Come sempre sarà ogni consiglio comunale ad indicare il proprio rappresentante. Ciò comporterà, come è facile prevedere, la nomina di un esponente di maggioranza. Maggioranza e minoranze si formeranno, dunque, in seno alla stessa assemblea consiliare dell’ente montano. Nei giorni scorsi i sindaci si sono riuniti in prefettura per definire, tutti insieme, tempi e modi di applicazione delle nuove norme. Comunque, al di là. di tutto, è la stessa regione a tracciare il percorso che le amministrazioni comunali dovranno seguire, a cominciare
dalla scadenza, entro un mese, la nomina del rappresentante in seno alla comunità montana; in caso di inadempienza sarà la stessa regione ad adottare i poteri sostitutivi. La sentenza della Corte costituzionale ha “risuscitato” un ente comunitario che un anno fa la regione aveva cancellato con l’approvazione della nuova
mativa che prevede modalità diverse da quelle precedentemente esistenti
per le Comunità montane; insieme a quella garganica, anche una del Subappennino e della Murgia barese. La massima Corte haritenuto ifiegittime la parte della fmanziaria 2008 che cancellava le comunità montane, in quanto la disciplina è di stretta competenza regionale; inoltre, la norma che per la definizione delle Comunità si rifaceva a particolari parametri fisico-geografici riguardanti quei comuni con un territorio non situato all’80 per cento della propria superficie a cinquecento metri sul livello del mare. Maggiore sobrietà in termini numerici, ma la stessa sobrietà dovranno avere i futuri amministrazioni se vorranno che la Comunità montana diventi una risorsa al servizio di un territorio che merita solo e soltanto rispetto e massima attenzione in termini di programmazione, sviluppo e gestione dell’Ente.


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