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Puglia, Vendola pronto ad azzerare i vertici delle Asl

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Un gesto forte, di grande impatto, che lanci un segnale chiaro. Un’iniziativa per la quale i tempi non sono ancora maturi ma che, nei prossimi giorni, potrebbe consentire a Nichi Vendola di uscire dalle sabbie mobili delle inchieste giudiziarie in atto: azzerare i vertici di tutte le aziende sanitarie, nominando sei commissari con il compito di cancellare le voci, le tensioni, le polemiche che da settimane ormai circondano le Asl di Puglia. Chi negli ultimi giorni ne ha discusso con il governatore pugliese riferisce di una profonda riflessione in corso. Su questo argomento l’esecutivo regionale è diviso in due: da un lato c’è chi apprezza l’idea di una prova di forza, dall’altro chi teme che azzerare i vertici delle Asl possa in qualche modo inasprire lo scontro politico in atto. C’è il rischio, insomma, che un gesto di moralizzazione possa essere scambiato per un colpo di mano.

Forse il commissariamento andava fatto prima, è il ragionamento prevalente: adesso, perché sia politicamente giustificabile, servirebbe un altro «innesco» esterno. Che potrebbe arrivare dalla chiusura delle inchieste in cors o. Nel frattempo, la pubblicazione su Repubblica Bari di una parte dei verbali della deposizione di Nichi Vendola davanti al pm Desirèe Digeronimo ha riacceso i riflettori su un episodio di alcuni mesi fa: la nomina di un primario di neurologia al «Miulli» di Acquaviva, per la quale la Digeronimo aveva anche ascoltato come testimoni monsignor Domenico Laddaga, governatore della struttura sanitaria e Paolo Livrea, responsabile del dipartimento ospedaliero di neurologia del Policlinico. Nè il Miulli, né il Policlinico sono in alcun modo coinvolti nella vicenza.

Dai verbali pubblicati ieri si evince che i carabinieri avevano intercettato una telefonata in cui Vendola chiedeva conto del concorso al suo ex assessore Alberto Tedesco. In particolare, il governatore – sulla base di una segnalazione – temeva che la procedura potesse essere stata alterata a sfavore del professor Giancarlo Logroscino, un barese rientrato da Harvard che è considerato un luminare del settore. Al magistrato, Vendola ha spiegato che la sua richiesta di chiarimenti era dovuta a una preoccupazione politica: temeva che la Puglia potesse perdesse un luminare della medicina. Alberto Tedesco, oggi senatore pd, è stato iscritto sul registro degli indagati insieme a una quindicina di imprenditori e funzionari delle Asl nell’in – chiesta della Dda che ha come oggetto una presunta «cupola» capace di orientare appalti e nomine dei primari. Il pm Digeronimo ha messo sotto la lente una serie di aspetti tra i quali anche le forniture di materiali oculistici alle Asl della Puglia.

I carabinieri hanno raccolto migliaia di ore di intercettazioni telefoniche e ambientali (c’era, tra l’altro, una cimice nello studio di Tedesco che ha registrato per 8 mesi), ma agli atti ci sono anche le dichiarazioni di numerosi addetti ai lavori tra cui anche alcuni manager di aziende sanitarie. Il concorso del «Miulli» è poi stato vinto dal professor Tamma, proveniente da un ospedale di Milano. «Il “Miulli – è la spiegazione di Alberto Tedesco – cercava un clinico e non un epidemiologo: per questo credo che il professor Logroscino non abbia vinto. Mi risulta che, comunque, i due medici siano stati sottoposti a una procedura comparativa. Il professor Logroscino una volta è stato anche da me per rappresentarmi una serie di situazioni a suo dire anomale: gli risposi che, se aveva notizia di irregolarità, poteva tranquillamente rivolgersi alla procura ».

Ma le telefonate con Vendola finite agli atti delle indagini? «Non posso sapere su quali conversazioni si siano soffermati gli investigatori. Io e il presidente ci sentivamo anche più volte al giorno, quindi i carabinieri ci avranno sentito parlare di numerose questioni. Escludo, comunque, di aver mai parlato con Vendola di argomenti meno che leciti. Se la procura vuole comprendere fino in fondo non ha che da chiamarmi: sono settimane che chiedo di essere ascoltato».

MASSIMILIANO SCAGLIARINI


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