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L’avvocato dell’Asl di Foggia che costa 1milione e mezzo

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Il paperone della sanità pugliese è un avvocato settantenne che fino a marzo del 2007 faceva il responsabile legale della Asl di Foggia. E che è riuscito a farsi pagare oltre allo stipendio da dirigente, 1.544.386,82 euro a titolo di parcelle arretrate.  Più che un avvocato, Mario Carrescia è un record vivente: è costato, lui da solo, quanto costano in un anno dieci direttori generali o 61 infermieri. Con quella cifra, tre miliardi delle vecchie lire, si sarebbe coperto un quinto del deficit della Asl Bat.

E cosa ha fatto, l’avvocato Carrescia, per ottenere il 18 novembre 2008 una transazione milionaria che porta la firma del ragionier Donato Lisi, commissario ad acta? Ha rappresentato l’amministrazione sanitaria (la stessa che già gli pagava lo stipendio) in circa 300 cause che risalgono fino al 1991. Fascicoli che l’amministrazione gli ha affidato per chiudere le cosiddette gestioni stralcio (le nonne delle vecchie Asl), poi gli ha revocato nel ‘95 quando è stato sospeso dal servizio dopo un arresto, quindi gli ha nuovamente affidato dopo l’assoluzione per insufficienza di prove. Trecento cause per le quali, dunque, le parcelle erano già state presentate altre due volte.

Messa così, la questione pare semplice (per quanto incredibile). Ma a leggere le carte, la storia fa rizzare i capelli. I 300 fascicoli, giusto per dirne una, sono quello che gli avvocati chiamano cause seriali: casi in fotocopia (ad esempio: l’inquadramento di alcuni dipendenti), trascinati per un decennio e poi arrivati quasi sempre a sentenza con una dichiarazione di cessata materia del contendere. Controversie concluse per morte naturale, che si sarebbero potute abbandonare per strada. Gratis. Invece no. Chissà perché.

L’avvocato Carrescia è peraltro uno dei pochi legali interni alle Asl pugliesi ad essere riuscito a farsi pagare simili parcelle. Il contratto della sanità, articolo 64, è infatti piuttosto chiaro: ai professionisti dipendenti spetta una quota della parcella se (e solo se) il giudice condanna la controparte al pagamento delle spese. Chiaro, no? Eppure, una apposita commissione (il Comitato di sorveglianza sulle gestioni liquidatorie, a Bari) stabilì che per Carrescia questa norma non si applicava, ma valeva un vecchio regolamento ben più favorevole che prevedeva il pagamento per i giudizi «definiti positivamente»: decisione legittima, ma appoggiata su una sentenza del Consiglio di Stato che riguardava gli avvocati interni dei Comuni (cui si applica un diverso contratto).

Ora, negli ultimi due anni la Asl di Foggia non è stata esattamente un paradiso. Veleni, commissari, lettere anonime, battaglie tra manager condite da strani comunicati sindacali. E da ultimo anche una condanna penale, per l’ex commissario Troiano e due funzionari accusati di aver truccato un concorso (ma loro si professano innocenti). Anche l’avvocato Carrescia ha avuto a che fare con la giustizia: nel ‘95 è finito ai domiciliari (da presidente dell’Istituto zooprofilattico di Foggia avrebbe truccato i rimborsi spese), è stato sospeso dal servizio, salvo poi essere assolto con formula dubitativa e quindi riammesso. Nel 1999 l’allora dg della Foggia/3, Matteo Delle Vergini, lo ha licenziato per motivi disciplinari, Carrescia ha presentato dimissioni, poi il Tar ha annullato la delibera di licenziamento e un nuovo commissario straordinario (Mele) ha stracciato le dimissioni pagandogli pure gli arretrati.

Ma tant’è. La Regione e un ctu hanno stabilito che quelle parcelle andavano pagate, tanto che nel 2006 c’è stato pure un acconto di 282mila euro. Quando si è stancato di aspettare, Carrescia ha fatto causa, ha ottenuto un decreto ingiuntivo e una provvisionale di 350mila euro. Poi, l’accordo. Ed ecco i conti: la transazione si è chiusa con 1.157.846,15 euro, e meno l’anticipo e la provvisionale ha portato in tasca all’avvocato 525.801,22 euro tutti insieme. In più, l’Asl ha tirato fuori 276.493,66 euro di Inps, 85mila euro di interessi e dulcis in fundo 25mila euro di spese legali. Cioè le spese sulle spese. Totale: 1,544 milioni di euro.

Massimiliano Scagliarini


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