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Navi dei veleni: Wwf e Legambiente chiedono più indagini

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‘Approfondire le indagini’ sulle navi dei veleni, ‘effettuare un’indagine conoscitiva sul numero e sulle modalità operative dei centri di stoccaggio di rifiuti speciali di tutta Italia’ e predisporre ‘un monitoraggio’ in alcune aree della Calabria. Chiarire il numero delle navi a perdere sparse nel nostro mare e definire il punto di affondamento del relitto a largo di Cetraro. Queste le richieste di Legambiente e del Wwf oggi in audizione in commissione Ecomafie sulla questione ‘navi dei veleni’. Legambiente ha ricordato il caso della nave Eden V, spiaggiatasi a dicembre del 1988 a Marina di Lesina e mai rimossa. Su questa vicenda, l’associazione consegnerà nelle prossime ore un esposto alla procura della Repubblica di Foggia per chiedere un approfondimento delle indagini, alla luce delle novità contenute in un recente servizio di Rai News24. Mentre per il Wwf serve un chiarimento sul punto di ricerca effettuato dalla nave Mare Oceano del ministero dell’Ambiente che sembrerebbe, dice Stefano Lenzi, repsonsabile dell’ufficio legislativo dell’associazione del Panda, ‘aver effettuate indagine subacquee’ nel punto sbagliato ‘a 3,5 miglia’ di lontanza. Ma anche capire quante sono le navi: se 44 segnalate e 9 identificate o 55 come avrebbe riferito ‘Branciforte in un’ audizione al Copasir’, con l’augurio di arrivare almeno a ‘un numero convenuto’. Il presidente della commissione Gaetano Pecorella a proposito del punto di ritrovamento del relitto della presunta Cunsky osserva che le indagini hanno riguardato ‘un’area più ampia di quella in cui si trova il relitto della nave’.


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