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Con l’ultima legge regionale l’addio alla Comunità Montana del Gargano

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Scompaiono le comunità montane con l’ultima legge della VIII Legislatura. Attorno a questa decisione ruota il ddl sulle norme in materia di lavori pubblici nel quale hanno trovato spazio anche altri provvedimenti, come il riconoscimento per via legislativa alla tipologia di ospitalità turistica più recente, gli alberghi diffusi, mentre le disposizioni in materia di demanio regionale sono state attenuate negli effetti a seguito degli accordi intercorsi nel primo pomeriggio, nel corso della conferenza dei capigruppo. Con la soppressione delle comunità montane cessano anche le funzioni dei componenti dalle rispettive cariche, fatta eccezione per i presidenti i quali continuano la gestione solo per l’ordinaria amministrazione. Spetterà ad un Commissario nominato dalla giunta entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, provvedere all’attività di liquidazione, mentre il personale dipendente potrà avanzare istanza di mobilità presso gli altri enti regionali, Regione Puglia compresa. Un contributo straordinario di 2,2 milioni di euro è stato assegnato per sopperire al mancato trasferimento dei contributi statali. A protestare in aula, in conclusione di seduta, è stato uno dei tredici dipendenti che le Province impegnano da tempo negli ambiti territoriali di caccia e che un emendamento a firma tra l’altro di Donato Pentassuglia (Pd) intendeva stabilizzare. Respinti anche gli articoli aggiuntivi proposti da Nino Marmo (Pdl) per avviare le procedure di stabilizzazione del personale che presta servizio presso le strutture della Regione per l’aggiornamento del Potenziale Vitivinicolo Regionale, di quello addetto al call center informativo regionale per la sanità e quello impegnato da Innovapuglia per la attuazione dei POR. Quest’ultimo – circa 20 tecnici – ha ottenuto solo la proroga dei contratti.


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