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Gino Lisa/ Per Vascello la “morte” è prossima

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Il commissario APT: “occorre un’operazione chiarezza e verità sulla gestione dei fondi. Ci spiegassero come si può crescere se a livello regionale c’è una concorrenza spietata sulle stesse rotte foggiane con i big low cost”. Dopo un paio di mesi di assoluto silenzio, Nicola Vascello, torna a parlare del turismo di Capitanata, sua vera croce e delizia. Dopo la defenestrazione di Palazzo Dogana, avvenuta a causa dell’uscita dell’Udc dalla Maggioranza di Pepe, dove per quasi due anni ha portato brillantemente e stoicamente l’Assessorato al Turismo, e il lungo silenzio elettorale perla corsa a Via Capruzzi, Vascello torna a prendere le redini del settore e in un intervista a l’Attacco ripropone il problema dell’immobilismo istituzionale, a partire da quello barese, in particolar modo per quel che concerne la storica mancanza del decollo dell’aeroporto foggiano Gino Lisa.

Vascello, qual è il problema del settore turistico di Capitanata?
Beh, la verità è che i politici, anche quelli locali, si riempiono la bocca della parola turismo, ma in realtà, non ne capisce niente nessuno, né c’è interesse ad avvicinarsi a questo settore. Spero vivamente che i nuovi Consiglieri regionali si facciano davvero carico del fardello dei veri problemi del nostro territorio. D’altronde quando c’è un buco della politica, intervengono i Dirigenti, i quali fanno e disfanno a proprio piacimento.

Ci sono delle urgenze alla quale la Regione Puglia deve far fronte?
Tante sono le difficoltà delle aziende turistiche di Capitanata. Tra le priorità dev’esserci l’introduzione di un fondo di rotazione per la rimodulazione dei mutui. Se questo non viene fatto il prima possibile, i famosi Titolo II e III (finanziamenti per aiutare le Pmi del settore) non serviranno a niente e a nessuno, perché sono tante le aziende che hanno difficoltà a rapportarsi con le banche. Di conseguenza, sono molti gli imprenditori (soprattutto sul Gargano) esposti ai pericolo dell’usura e del destagionalizzazione, ormai racket. L’industria del turismo del nostro territorio non si regge sui finanziamenti ma sulle massicce presenze reali.. Finchè ci saranno flussi non ci saranno problemi, ma appena ci sarà una stagione di “down”, ci saranno problemi seri. A questo punto ritengo che l’aeroporto sia una infrastruttura non più rinviabile. Altro che destagionalizzazione, ormai noi viviamo solo di flussi di prossimità: Puglia interna, Campania e Lazio. Siamo zavorrati dall’assenza di un sistema di trasporto efficiente.
Cosa impedisce al Gino Lisa di decollare?
E’ più facile chiedersi: c’è un piano per far morire questo aeroporto? Aeroporti di Puglia non ha mai parlato chiaro, e continua a farlo. Sembra una repubblica indipendente. Pr andare avanti occorre un’operazione chiarezza e verità sulla gestione dei fondi di quest’Ente. Tante le domande che vanno poste a Domenico Di Paola ed al suo staff, che si limitano a venire a Foggia ad inaugurare voli fantasma: perché i piazzali del Gino Lisa non si completano? Perché in un aeroporto svantaggiato come il nostro, il parcheggio viene privatizzato e la sua gestione viene affidata ad una cooperativa barese? Perché dei 205 milioni di euro stanziati dai Cipe, 100 (a testa) sono stati destinati alle già efficienti infrastrutture di Bari e Brindisi, e solo 5 alla larva Gino Lisa? Perché per favorire e sostenere l’importante attività industriale dell’Alenia a Grottaglie?sono stati spesi 120 milioni di euro, mentre in Capitanata, dove l’industria del turismo conta più di 7 mila posti di lavoro non si investe?

Vascello, sono previsti nuovi voli per il Gino Lisa?
Non è dato saperlo. Noi più che la balcanizzazione annunciata dai vertici della Regione, vogliamo a Foggia si possa sviluppare il traffico charteristico, fondamentale per la sopravvivenza del segmento turistico. Si incolpa al Gino Lisa la mancata crescita del traffico passeggeri. Ci spiegassero come si può crescere se a livello regionale c’è una concorrenza spietata sulle stesse rotte foggiane con i big del low cost (Ryanair e Air One). Se Foggia doveva sviluppare delle linee minori ma di nicchia ed in esclusiva, perché Adp concede un contributo di 5 milioni di euro ad Ryanair per fare il col- legamento Bari-Torino al prezzo di 5 euro a ‘sedile’, e a breve quello tra Bari e Palermo? La Capitanata merita maggiore rispetto e considerazione, perché siamo il vero traino del turismo pugliese.
Matteo Palumbo
L’Attacco


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