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Ferrovia interrotta tra Roma e la Puglia diluvia sulla frana tutto da rifare

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Nella notte tra domenica e lunedì ha piovuto sulla montagna di Montaguto e la frana ha riconquistato sei-sette metri lungo la ferrovia e la strada statale 90 delle Puglie. Tutto da rifare per i 250 uomini della Protezione civile e del Genio guastatori di Foggia. Una lotta strenua, con pericoli e’ trappole. Dice Angelo Pepe, ingegnere e riferimento operativo di Bertolaso: «E una bestia in movimento e incontrollabile. Lavoriamo al massimo delle possibilità». L’obiettivo è liberare dal fango la tratta ferroviaria nella valle del Cervaro: dal 10marzo la Puglia è tagliata fuori dai trasporti in treno verso il Tirreno. L’impegno di Bertolaso (“A fine maggio la ferrovia riaprirà”) potrebbe saltare.
Il Genio militare si sta rivelando importante. Oltre a camion ed escavatori, 130 uomini si alternano nei tre turni. La parte delicata è la sistemazione idraulica alla sommità con il laghetto alimentato da molte sorgenti. Le acque devono essere convogliate fino al Cervaro e i militari lavorano con pale e badili. Lì la meccanica non può avere accesso. «L’acqua— dice Pepe — è il propellente della frana, bisogna governarla». Giù si fanno i terrazzamenti, ma la terra si è gonfiata e incombe. Occorre ridurre la pressione e non è semplice. La ferrovia è ancora bloccata da una lingua di una cinquantina di metri su un fronte di 400-500. Ma dietro c’è l’inferno.


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