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Nomina Parco del Gargano: fuoco incrociato su Tonio Leone

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Dopo una fase più o meno lunga di commissariamento, l’organismo preposto nomina il presidente dell’Ente in questione. Dopo un commissario – incarico per definizione transitorio, e quindi limitato nel tempo, ma anche limitato nei poteri e nelle competenze – chi di dovere nomina il presidente dell’Ente.
 Un provvedimento che restituisce all’Ente un vertice nella pienezza dei poteri. Questi elementari principi non sono stati applicati al Parco Nazionale del Gargano, dove un commissario è stato sostituito da un altro commissario. La questione è stata sollevata dal commissario uscente Giandiego Gatta, fresco di elezione a consigliere regionale, che non esita a definire la nomina di un nuovo commissario del Parco del Gargano "un accordo di bottega romano. Sono contrario al cumulo degli incarichi -continua Gatta – quindi il fatto che dovessi lasciare il parco era nei fatti. Ma mi sarei aspettato la nomina del nuovo presidente. Dove si è mai visto che un commissario viene sostituito da un altro commissario. Un conto era scegliere il nuovo presidente, un conto è indicare un commissario per tre mesi senza conoscere che cos’è questo parco, le sue criticità, i suoi punti di forza alla vigilia della stagione estiva". Così Gatta, che non esita a criticare gli autori "dell’accordo di bottega romano" : il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ed il deputato sipontino Antonio Leone. Caustico Salvatore Tatarella, secondo il quale "ciò che sconcerta e offende è che si continua a seguire un metodo che non tiene conto alcuno del territorio, che calpesta il merito e la competenza per premiare chi è stato bocciato dall’elettorato. E’ difficile – conclude Tatarella – comprendere le finalità di questa vera e propria selezione innaturale, di un utilizzo così autoreferenziale e sciocco della propria residua influenza (critica diretta all’on. Leone, ndr). Di sicuro non è percorrendo questa strada che il centrodestra tornerà a vincere in Puglia." Sul caso interviene anche il presidente della conferenza dei sindaci dell’area del Parco, il sindaco di Rodi Carmine D’Anelli che non contesta Pecorella, ma il suo mentore politico, il deputato Antonio Leone. D’Anelli ne approfitta per una critica velenosa al vicepresidente della Camera. A giudizio di D’Anelli Leone "ha avuto un percorso politico senza sforzo non essendosi mai misurato direttamente con l’elettorato e con i voti di preferenza". A Leone è già arrivata la solidarietà del coordinatore provinciale del PDL Gabriele Mazzone. I Sindaci del PD del Gargano, intanto, ritengono che sia improrogabile arrivare nel più breve tempo possibile all’intesa – tra il Ministro dell’Ambiente e il Presidente della Regione Puglia – per individuare una figura nuova e competente che rappresenti una modalità condivisa e perciò capace di sviluppare politiche di rilancio dell’intera area del Gargano.


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