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Vieste – SULLE AREE BONIFICATE DAI RIFIUTI ORA VIGILANO LE TELECAMERE

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Con risorse regionali ripuliti alcuni siti in località di Cava di Cisco, Pagliaro Freddo, Mandra di Muro, Torre di Sagro, Cupari-Valle del Lupino

L’art. 192 del Decreto legislativo 152/06 (e successive modificazioni ed integrazioni) dispone che «l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti è vietato» (comma 1) ed inoltre «chiunque viola i divieti di cui al comma 1… è tenuto alla rimozione o allo smaltimento e al ripristino dello stato dei luoghi… Il sindaco dispone con propria ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate» (comma 2).

La Giunta municipale del Comune di Vieste, per far fronte agli obblighi precedentemente descritti, ha inteso definire un programma d’interventi in modo da individuare le modalità e i costi necessari per procedere al risanamento delle situazioni maggiormente compromesse. Altresì la Regione Puglia ha permesso il finanziamento per gli «Interventi urgenti di pulizia di siti carsici ricadenti in aree naturali protette e in aree della Rete Ecologica Natura 2000».
Nel caso dei siti degradati spesso non è possibile conoscere i soggetti che hanno determinato tali fenomeni di degrado ambientale, l’Amministrazione comunale si è trovata perciò nell’impossibilità di procedere in capo ai responsabili e nel contempo, visti gli obblighi previsti dalla normativa vigente e ai quali essa è soggetta, ha dovuto procedere alla rimozione dei rifiuti abbandonati in maniera incontrollata.
L’obiettivo è stato duplice, da un lato si è proceduto ai necessari interventi di pulizia atti a ripristinare lo stato dei luoghi ed a restituire a tali siti il loro originario valore naturalistico e paesaggistico, dall’altro è stato necessario garantire la durata nel tempo di tali interventi prevedendo opportune misure di recupero e di tutela dei siti in oggetto. I siti oggetto degli interventi di pulizia sono ubicati a sud-ovest rispetto al centro abitato, ovvero nell’area compresa tra Valle del Lupino a nord e Torre Sagro a Sud, ed in particolar modo nelle località di Cava di Cisco, Pagliaro Freddo, Mandra di Muro, Torre di Sagro, Cupari-Valle del Lupino
Tali siti sono diventati nel tempo oggetto di abbandono abusivo di rifiuti di ogni genere, a causa anche della la loro ubicazione fuori dal centro abitato, come è facile prevedere, la dinamica che guida tale pratica, prevede l’abbandono presso aree già interessate dal fenomeno, per cui il volume dei cumuli aumenta in maniera progressiva, e diventa sempre più difficile operare per disincentivare il prosieguo di tale pratica.
Il territorio comunale di Vieste, ricadente per una notevole estensione nel parco Nazionale del Gargano, presenta, come la maggior parte comuni garganici, delle zone interne caratterizzate da una fitta vegetazione e da una viabilità poco battuta: favoriscono l’abbandono incondizionato di rifiuti.
La fitta rete di vie di comunicazione di tipo secondario, la vicinanza con altri contesti urbani, unitamente ad un’attività edilizia piuttosto viva, sia nel territorio comunale che in quello dei Comuni confinanti, sono aspetti che possono aver determinano un incremento progressivo della produzione di rifiuti.
A ciò si aggiunga il malcostume che prevede il frequente abbandono, in maniera abusiva e incontrollata, specie nelle periferie e nel territorio extraurbano, di cumuli di rifiuti di ogni genere, che provocano il deturpamento delle periferie urbane e delle campagne.
In ognuna delle aree individuate si sono pertanto articolate le seguenti fasi di lavoro di seguito riportate in ordine cronologico:
— individuazione, rimozione e smaltimento dei manufatti contenenti amianto e di altri rifiuti pericolosi;
— selezione dei cumuli presenti (manuale e meccanica);
— asportazione ed avvio al recupero di materia dei materiali recuperabili;
— asportazione ed avvio al recupero dei rifiuti inerti e delle terre e rocce da scavo;
— ripristino dello stato dei luoghi;
— programma di ispezioni.
In particolare le tipologie di interventi eseguiti sono stati:
A) Interventi di bonifica
— Rimozione e smaltimento di manufatti contenenti amianto;
— Selezione manuale ed avvio al recupero di materia di beni ingombranti dismessi ed altro materiale recuperabile (legno, cartone, vetro, metalli, ecc.);
— Rimozione e smaltimento rifiuti speciali non pericolosi assimilabili agli urbani non recuperabili;
— Rimozione e smaltimento di altri rifiuti speciali;
— Rimozione e avvio al recupero dei rifiuti inerti e terre e rocce da scavo.
B) Riqualificazione ambientale
— Installazione cartellonistica di divieto di scarico abusivo di rifiuti;
— Realizzazione, lungo la strada vicinale, per una lunghezza di circa 300 m, di una recinzione in legno;
— Realizzazione di vie di accesso ai proprietari terrieri.
C) Definizione di un apposito programma di ispezioni
— installazione di cartelli che segnalano l’area posta a video sorveglianza;
— installazione di n. 5 telecamere su appositi pali dell’altezza di 5 m.
I lavori sono terminati con successo lo scorso 11 giugno e sono stati eseguiti dalla ditta Si.Eco. S.p.a. con la direzione dei lavori effettuata dall’ing. Maria Rosaria Mangiatordi.


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