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Vieste/ Un reparto di 30 uomini alla ricerca dei fratelli Piscopo

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Al lavoro carabinieri dotati di elicotteri e unità cinofile per trovare tracce degli imprenditori scomparsi il 18 novembre.

 

Un reparto di trenta carabinieri, comandati da un ufficiale del comando provinciale di Foggia, specializzato nelle ricerche di Giovanni e Martino Piscopo, è alla ricerca dei due imprenditori turistici di Vieste di cui non si hanno più notizie da giovedì 18 novembre. Un reparto – composto dai militari della tenenza di Vieste, della compagnia di Vico del Gargano, degli uomini della Cio, la Compagnia di intervento operativo di Bari – che sarà coadiuvata da unità cinofile e da un elicottero, per controllare anche le zone più impervie del Gargano come i boschi della Foresta Umbra. Un reparto che affiancherà i militari del gruppo investigativo che, dal giorno della scomparsa, stanno indagando per cercare di capire cosa sia successo ai due imprenditori, titolari – con altri fratelli e sorelle – del Centro Vacanze Sfinalicchio, un villaggio turistico che si trova lungo la litoranea tra Vieste e Peschici. Anche ieri i carabinieri hanno controllato non solo le campagne, ma numerosi casolari, canaloni e le condutture dell’Acquedotto Pugliese. Sul fronte delle indagini non si registrano particolari novità anche perché gli inquirenti non hanno ancora un elemento per abbandonare una tesi e preferirne un’altra. Al momento il rapimento è l’ipotesi più accreditata dalla famiglia dei Piscopo: i carabinieri, però, non escludono altre piste come quella di un allontanamento volontario. Nelle ultime ore gli investigatori hanno nuovamente ascoltato i familiari di Giuseppe e Martino. Tra questi è stato più volte sentito anche Giuseppe, il terzo fratello che, giovedì 18, era uscito con i due scomparsi per andare a raccogliere le olive in un loro terreno. I militari hanno ricostruito, nei minimi dettagli il percorso dei tre dal centro turistico Sfinaliccchio fino alla loro campagna. Gli scomparsi a bordo di un autocarro e il terzo fra- telo su un tre ruote. Un percorso. che sarebbe stato rifatto anche dagli stessi investigatori alla ricerca di elementi utili per capire se si sia tratta- to realmente di un rapimento. Sulla strada che porta al terreno dei Piscopo i militari, nelle ore successive alla denuncia di scomparsa, hanno recuperato alcuni pezzi di vetro di una gemma dell’autocarro Piaggio Porter su cui viaggiavano i due fratelli. Porter che è stato poi trovato abbandonato in località Monticello, a circa due chilometri da dove il mezzo potrebbe essere stato speronato. Una ricostruzione che però presenterebbe qualche falla. Perché i rapitori, dopo aver speronato il Piaggio Porter, obbligando Giovanni e Martino a fermarsi, hanno poi parcheggiato l’autocarro due chilometri dopo? E questo a rischio che il terzo fratello, che viaggiava su un tre ruote, sopraggiungesse e potesse scoprirli. Domande che al momento non hanno alcuna risposta . cosi come quella più decisiva per risolvere il giallo. Giovanni e Martino sono stati rapiti, ma da chi e perché? In assenza di risposte certe la tesi che i due possano essere stati rapiti per vendetta o forse perché ave- vano visto qualcosa che non doveva- no vedere resta ancora una delle più accreditate. E anche ieri gli investigatori e i familiari hanno rinnovato l’appello a chi la mattina del 18 può aver visto qualcosa. I tre percorrevano una strada provinciale, costeggiata da numerose aziende agricole e uliveti e dove numerosi agricoltori erano impegnati nella raccolta delle olive. Possibile che nessuno abbia visto?

Luca Pernice


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