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Foggia/ Romeno decapitato, si attende autopsia

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Solo l’autopsia ci dirà cosa abbia, realmente, ucciso, Ion Mema, il bracciante agricolo romeno di 52 anni: se la catena in ferro con cui stava legando Laila, un rottwailler di sei anni, o lo stesso animale che ha infierito sul suo corpo. Intanto non è stata ancora definita la data dell’esame autoptico; manca l’autorizzazione dei familiari che, ad oggi, non sono stati ancora rintracciati. Sul corpo dello straniero, esattamente all’altezza delle spalle, sono evidenti i segni dalla catena che gli si è attorcigliata al collo. Una prima ricostruzione degli inquirenti ipotizza una decapitazione dovuta proprio al guinzaglio in ferro. Lo stesso che Laila, forse spaventata da qualche agente esterno, avrebbe tirato con tale veemenza da provocare la recisione della testa. Il capo dell’uomo è stato poi ritrovato a 400 metri di distanza dal cadavere. Ma gli inquirenti non escludono anche che il cane possa aver aggredito e azzannato la vittima al collo fino a staccargli la testa. Ion Mema lavorava come tuttofare in quell’azienda agricola, specializzata nella raccolta e lavorazione di finocchi, da circa sei anni situata in via Trinitapoli. Era lui che quotidianamente accudiva il rottweiller.

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