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Vieste – SANTA MARIA DI MERINO, CONCESSA L’INDULGENZA PLENARIA

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Per il Santuario di Santa Maria di Merino per la giornata del 9 maggio è stata concessa l’indulgenza plenaria da parte della Penitenzieria Apostolica. Dell’importante evento per la comunità viestana ne ha dato notizia ufficiale il rettore del Santuario don Giorgio Trotta nella mattinata di sabato scorso 26 marzo. In occasione della celebrazione della messa, alla presenza di mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-S. Giovanni Rotondo, è stata data lettura del decreto, emesso il 15 marzo scorso, che concedeva tale privilegio.

Secondo il diritto canonico, l’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.
Come riportato dal decreto "l’indulgenza plenaria è da lucrarsi" da parte di coloro che "veramente pentiti, confessati e comunicati, visiteranno devotamente il tempio menzionato e lì abbiano partecipato devotamente a qualche sacra funzione, o almeno trascorso un congruo spazio di tempo in meditazione, concludendo con la preghiera del Padre Nostro, con il credo e invocazioni alla B. Vergine Maria: nel giorno IX Maggio, sotto il patrocinio di S.Maria di Merino". Anche "i fedeli, impediti dall’anzianità, dalla malattia o da altra grave causa, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria, pentiti di tutti i peccati, e con l’intenzione di assolvere, quanto prima, alle tre condizioni consuete, purchè si uniscano spiritualmente alle predette celebrazioni davanti a una piccola immagine della celeste Patrona, offrendo con fiducia al Dio misericordioso preghiere e sofferenze».

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PENITENZIERIA APOSTOLICA
Prot. N. 1084\10\1
DECRETO
La Penitenzieria Apostolica, per aumentare la pietà dei fedeli e la salute delle anime, in virtù delle facoltà concessele in modo specialissimo dal Santissimo in Cristo Padre e Signore Nostro, Signore Benedetto per divina Provvidenza Papa XVI, accolte le preghiere da non molto tempo avanzate dal Rev. do Signore Giorgio Trotta, parroco della Parrocchia di Vieste nonche Santuario, sotto il titolo di S.Maria di Merino, premurosamente presentate dall’Eccellentissimo e Reverendissimo Padre Signore Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia – Vieste – S. Giovanni Rotondo, elargisce dai celesti tesori della Chiesa l’Indulgenza plenaria da lucrarsi da parte di tutti e singoli i fedeli, che possono applicare anche alle anime dei fedeli detenute in Purgatorio, purchè veramente pentiti, confessati e comunicati, visiteranno devotamente il tempio menzionato e lì abbiano partecipato devotamente a qualche sacra funzione, o almeno trascorso un congruo spazio di tempo in meditazione, concludendo con la preghiera del Padre Nostro, con il credo e invocazioni alla B. Vergine Maria: nel giorno IX Maggio, sotto il patrocinio di S.Maria di Merino.
I fedeli, impediti dall’anzianità, dalla malattia o da altra grave causa, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria, pentiti di tutti i peccati, e con l’intenzione di assolvere, quanto prima, alle tre condizioni consuete, purchè si uniscano spiritualmente alle predette celebrazioni davanti a una piccola immagine della celeste Patrona, offrendo con fiducia al Dio misericordioso preghiere e sofferenze.
Per ciò ottenere, conseguire il divino perdono attraverso il potere delle Chiavi della Chiesa, e più facilmente servire alla carità pastorale, questa Penitenzieria premurosamente chiede che i sacerdoti forniti delle opportune facoltà per ricevere le confessioni, con animo pronto e generoso, si prestino alla celebrazione della Penitenza nella chiesa parrocchiale.
Il presente Decreto ha valore per un settennio. Nonostante l’azione contraria di chiunque.
Dato a Roma, dal palazzo della Penitenzieria apostolica, il XV del mese di Marzo, anno di Cristo MMXI.

Fortunato S.R.E. Card. Baldelli
penitenziere Maggiore 

Giovanni Francesco Girotti O.F.Conv.
Vescovo Titolare Metense,
Reggente


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