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Wojtila e San Pio: uniti da un miracolo e dalla popolarità

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Uniti da un miracolo e dalla popolarità in tutto il mondo e legati da una perfetta analogia sulla spiritualità e sulla previsione di una folla oceanica di pellegrini per la cerimonia di beatificazione. San Pio da Pietrelcina e Giovanni Paolo II si ritrovano ad avere un forte legame che li ha visti uniti in vita ed anche dopo la morte. Don Karol Wojtyla era un giovane sacerdote. Era stato ordinato il primo novembre 1946 e, un mese dopo, aveva lasciato la Polonia e si era trasferito a Roma per conseguire la licenza e il dottorato in teologia alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. Durante questo primo soggiorno romano sentì parlare di Padre Pio e, approfittando delle vacanze di Pasqua del 1948, si recò a San Giovanni Rotondo. Con lui c’era un collega di studi un po’ più giovane, don Stanislaw Starowieyski di Cracovia, che all’epoca era ancora un seminarista. Ci furono almeno due incontri: il primo la sera appena i due polacchi giunsero nel paese garganico; il secondo la mattina seguente, dopo la Messa di Padre Pio, quando don Karol, allora ventottenne, si confessò da lui, restando colpito da quel ‘confessore molto semplice, chiaro e conciso’. In quella circostanza il Cappuccino rivelò al futuro Pontefice l’esistenza sul suo corpo di una piaga mistica di cui non aveva parlato a nessuno e di cui non avrebbe mai parlato a nessuno neanche in seguito. Una piaga sulla spalla destra, come quella che Gesù si procurò portando la croce sulla via del Calvario. Le loro strade si incrociarono nuovamente nel 1962, quando l’allora vescovo capitolare di Cracovia Karol Wojtyła scrisse due biglietti a Padre Pio: il primo per chiedergli di pregare per la guarigione di una donna polacca, madre di quattro figlie, malata di cancro; il secondo, dopo una decina di giorni, per ringraziarlo dell’avvenuta guarigione. I documenti sullo stretto legame tra San Pio e Giovanni Paolo II sono stati raccolti nel libro ‘Il Papa e il Frate’, scritto da Stefano Campanella, giornalista vaticanista e direttore responsabile di TeleradioPadrePio, pubblicato dalle Edizioni Padre Pio da Pietrelcina. Giovanni Paolo II è stato uno dei pochi pontefici nella storia della Chiesa, probabilmente l’unico in tempi moderni, che ha portare agli onori degli altari un beato dal quale si era personalmente confessato e di cui miracoli era stato diretto testimone. Ma da Padre Pio, però, nonostante una leggenda che si è andata imponendo negli ultimi venti anni, Karol Wojtyla non aveva mai ricevuto alcuna profezia sul suo futuro di pontefice. Il legame tra Wojtyla e San Pio non si è mai spezzato ed è proseguito anche in epoche recenti. Proprio per rinsaldare questo legame il piazzale antistante la nuova chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo è stato intitolato a Wojtyla. La folla di pellegrini attesa a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo II, inoltre, richiama alla mente la cerimonia del 2 maggio 1999 che portò agli onori degli altari il frate di Pietrelcina.


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