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Vieste/ Controlli e perquisizione nel cuore della notte

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Resta alta l’attenzione sul Gargano e a Vieste; i riflettori non si sono spenti neppure dopo l’operazione "Medioevo", quella che ha portato all’arresto del boss Angelo Notarangelo, ammanettato insieme ad altre otto persone, perchè accusate di essere gli autori materiale di una seria di episodi estorsivi che stavano mettendo in ginocchio l’economia turistica del promontorio.  Ed è proprio a seguito della recrudescenza di intimidazioni subite da commercianti e piccoli imprenditori del posto che si inseriscono le attività di indagini condotte dagli agenti della Mobile unitamente agli uomini dei Reparto Prevenzione Crimine e quelli del reparto Volo di Bari. Nelle ore scorse sono state 25 le perquisizioni domiciliari svolte dagli agenti di polizia a pregiudicati ritenuti vicini proprio al boss Notarangelo, quest’ultimo – secondo gli inquirenti – al vertice di una delle più pericolose cellule mafiose insediatasi sul territorio del Gargano. Una pericolosità evidenziata a partire dal 2008 con un escalation di episodi delinquenziali, tra cui un centinaio di attentati dinamitardi e incendiari anche ferimenti ed omicidi come quello dei fratelli Piscopo, i due imprenditori viestani rapiti e poi carbonizzati. Altro eclatante episodio a febbraio scorso quando è stato incendiato il ristorante-lido Scialì. Controllati anche una decina di locali pubblici, sale giochi e istituti di vigilanza. I poliziotti hanno sospeso la licenza per giorni quindici a carico di due circoli ricreativi di San Giovanni Rotondo. Nel corso di alcuni controlli effettuati nei mesi scorsi gli investigatori avrebbero identificato, all’interno dei due locali pubblici, numerosi pregiudicati di spicco della criminalità del centro garganico. Gli inquirenti non escludono che i circoli fossero una potenziale base per la preparazione di azioni delittuose.


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