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Sanità in Puglia/ «Allarme precari è caos nelle Asl»

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«Dalle internalizzazioni agli esiti del Piano di rientro, la sanità pugliese è nel caos». È il nuovo allarme di Tato Greco (ppdt), che conferma la disponibilità dell’opposizione ad individuare soluzioni col governo regionale «nell’esclusivo interesse dei pugliesi».  Non solo, spiega, le internalizzazioni funzionano a singhiozzo, ma gli effetti del piano dei tagli rendono «urgente rivedere le piante organiche degli ospedali e ridistribuire il personale che lavorava nei reparti o sui posti letti che sono stati soppressi: la sentenza del Tar la dice lunga sul caos che regna sovrano». È allarme anche sul piano di riordino. Il capogruppo Udc Salvatore Negro, che ricorda i ritardi nelle riconversioni delle strutture dismesse dei posti letto in poliambulatori e case della salute, impegno preso in consiglio il 2 febbraio scorso. «I ritardi non sono giustificabili – dice – la riconversione delle vecchie strutture era stata la condizione per la quale il Gruppo Udc aveva dato il proprio sostegno al piano di rientro, anche per evitare il commissariamento della sanità pugliese. Purtroppo continuiamo ad assistere a ritardi ma anche ad uno squilibrio tra l’attività della Giunta e quella del Consiglio, che spesso apprende dalla stampa le decisioni del governo regionale». È il caso, dice, della ubicazione del nuovo ospedale del comprensorio di Maglie, Poggiardo e Scorrano che la Regione starebbe concertando con il management Asl senza metterne a conoscenza i consiglieri salentini.

E Maglie è al centro della protesta ingaggiata dai consiglieri comunali di opposizione, tra i quali l’ex senatore Mario Chirilli (Udc) e la segretaria regionale dei Repubblicani Roberta Curliesi. «A Bari il Consigliere Palese ammonisce il Presidente Vendola ad osservare le misure urgenti volute dal Governo con il Decreto Sviluppo del 13 agosto 2011 n°138, che prevede, tra l’altro, l’obbligo di ricorrere al sorteggio per la scelta dei componenti l’organo di revisione contabile nelle Regioni e negli Enti locali. A Maglie invece – scrivono, sorretti dai colleghi di banco del Pd – il Pdl e il sindaco Fitto, contravvenendo clamorosamente agli obblighi di legge e smentendo lo stesso consigliere Palese, determinano con la sola forza dei numeri l’intera composizione del collegio dei revisori, violando di fatto i basilari principi della rappresentanza democratica». Per questo si appellano al ministro Fitto, «che ha voluto e votato il Decreto Sviluppo, perché intervenga tempestivamente per sanare la grave illegittimità e ristabilire nella sua città le regole della democrazia, della legalità e della trasparenza».

Quanto ai tagli, sempre dal Salento arriva l’altolà del vicepresidente del consiglio Antonio Maniglio alla chiusura dei punti nascita: «Le misure del piano di rientro già attuate hanno penalizzato il diritto alla salute: la chiusura di diversi nosocomi sta ingolfando gli ospedali attivi (a cominciare dal Fazzi), e il blocco del turn over sta mettendo in grave sofferenza il funzionamento dei reparti. Ulteriori chiusure e tagli indiscriminati – dice – potrebbero creare ulteriori disagi e disservizi, ecco perché l’ipotesi di tre punti nascita per il Salento, partorita dalle strutture tecniche dell’assessorato, non sta né in cielo né in terra».

Preoccupazioni dai sindacati, invece, per la vicenda delle stabilizzazioni bocciate dalla Consulta. A Roma, dinanzi al Ministero della Sanità, una delegazione dell’Usppi, guidata dal segretario nazionale Nicola Brescia è stata ricevuta dai tecnici del ministero, i quali hanno ribadito quanto già verificato dalla Regione: la deroga «riguarda solo le regioni commissariate, dunque non la Puglia». Di qui la sollecitazione dell’Usspi affinché il governo conceda alla Regione «di bandire concorsi per titoli ed esami, nei limiti della spesa consolidata con riserva dei posti non superiore al 50% a favore del personale già interessato al processo di stabilizzazione, il cui rapporto di lavoro è stato reso nullo».


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