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Aeroporto Gino Lisa 2mila in piazza: «politici non graditi»

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«Vade retro politici». E’ intorno a mezzogiorno che si è consumato il momento più triste e insieme più drammatico della giornata di mobilitazione: il sindaco che sale sul palco, convinto di poter affermare con la sua presenza la partecipazione dell’intera città e che viene garbatamente invitato a scendere.  Era nelle previsioni che soltanto il sindaco dovesse unirsi agli appelli lanciati ieri dal palco di piazza Cesare Battisti da sindacalisti e attivisti della rete delle associaizoni: nei piani concordati venerdì sera nell’ultima riunione tra le associazioni, avrebbe dovuto chiudere la giornata di mobilitazione. Ma qualcosa è andato storto, qualcuno tra i manifestanti non ha gradito di essere stato informato a cose fatte. L’antipolitica è tracimata come al solito anche dai social network: decine i «post» di sdegno contro la partecipazione sia pure defilata dei politici, per qualcuno è stato «snaturato lo spirito della manifestazione».

Mongelli ha continuato a seguire tutti gli interventi con calma olimpica, in mezzo alla platea. Tutti gli altri sono andati via: è rimasto, quasi come una sentinella, l’assessore provinciale al Lavoro, Leonardo Lallo (in sostituzione del presidente Pepe che ha dovuto lasciare per altri impegni), che è riuscito a mimetizzarsi tant’è vero che ha seguito la manifestazione dal palco.

«Incidente chiuso – ha commentato il primo cittadino – interpreto questa reazione popolare come una spinta significativa alla classe politica a operare nel migliore dei modi. Ora però servono proposte e indicazioni operative da portare avanti, è questo il passo avanti che bisogna fare».

Non basta scendere in piazza, ma la gente può fare solo questo. I progetti devono portarli avanti gli enti locali, sono loro il tramite con la Regione e il Governo: «Lo slancio dell’opinione pubblica é necessario se vogliamo tenere desta l’attenzione. Tocca ai politici e alle amministrazioni pubbliche portare avanti le questioni nelle dello sviluppo, ma l’opinione pubblica dopo questa manifestazione non deve riporre le armi. Ora ci auguriamo che come primo passo di questo cambiamento – conclude il sindaco – si riesca a chiudere il contratto con la compagnia Air Vallée (ha presentato un’offerta per nuovi collegamenti dal Gino Lisa: ndr), diventa necessario chiudere anche simbolicamente questa triste storia della cancellazione dei voli».

Ma c’è anche chi ieri ha scelto di non manifestare. Voce di Foggia – che si definisce “una tra le pagine più amate dai foggiani su facebook” – all’ultimo momento ci ha ripensato: «E’ da oltre un anno che si parla della chiusura del "Gino Lisa" e della sua destinazione a parco fotovoltaico, ma i politici foggiani hanno fatto sempre orecchie da mercante perchè troppo impegnati a curare i fatti loro. Oggi, che il popolo è insorto, decidono di partecipare alla manifestazione organizzata proprio contro di loro. Noi non ci stiamo – sottolinea Voce di Foggia – nonostante avessimo contribuito anche noi a pubblicizzare il corteo ci siamo dovuti ricredere e, per non manifestare al fianco di chi ha preso il corteo come fosse una passerella, ha deciso di continuare la sua protesta dal mondo virtuale».


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