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Lettera aperta al Presidente del Consiglio Comunale di Vieste

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Riceviamo e pubblichiamo

 

 Quando incontro gli amici, la prima domanda che mi rivolgono è la seguente: “Rimani a Vieste?”. Che grande voglia hanno i miei amici di mandarmi via dalla mia città!
 Mark Twain in una lettera testamento, pubblicata dopo la sua morte, scrisse sulla libertà di parola: “Chi è in vita non è del tutto privo, a rigore, di un tale privilegio, ma dato che lo possiede solo come vuota formalità e sa di non poterne fare uso, non possiamo considerarlo un effettivo possesso. In quanto privilegio attivo, è simile al privilegio di poter commettere un omicidio: si può esercitarlo se si è disposti a sopportarne le conseguenze [..]. Questa riluttanza a esprimere opinioni impopolari è giustificata: il prezzo da pagare è assai alto, può comportare la rovina economica di un uomo, può fargli perdere gli amici, può esporlo a pubblico ludibrio e alla violenza, può condannare all’emarginazione la sua famiglia innocente e rendere la sua casa un luogo desolato, disprezzato ed evitato da tutti”. Si spiega il silenzio del 99.9 % dei nostri concittadini che non hanno bisogno di apprendere gli insegnamenti di Mark Twain. Se soltanto l’1% dei viestani esprimesse il proprio pensiero pubblicamente, Vieste raggiungerebbe l’agognata meta di città libera a una tacca, e non sarebbe poco. Se aggiungo che il 99.9% dei cittadini di Vieste muove silenziosamente il culo soltanto per interessi particolari, posso senz’altro affermare che Vieste è un paese a civiltà limitata perché la civiltà senza limitazioni trova il suo fondamento nell’interesse pubblico che non è scritto nel nostro patrimonio ereditario. Non è un caso che la giunta comunale non sia completamente costituita da personalità competenti nella gestione dell’ente locale.
Se avessi letto Mark Twain prima di scrivere gli articoli! E’ evidente che prima o dopo la pubblicazione di un mio articolo, non inoltro proposte di lavoro alle persone coinvolte nel documento: non mi sono mai sognato di presentarmi a Manzionna per consegnargli il mio curriculum o, più recentemente, a Rosiello, Notarangelo, Turi o al Consorzio Gargano Mare o a Sacco. C’è un prezzo da pagare in termini di opportunità. Pochi nella nostra realtà, in ogni caso, amano leggere un’opinione, non proprio accomodante, sul proprio operato o sulle proprie idee (però non mi hanno mai querelato anche se spesso ho davvero esagerato).
          Nulla esclude di sedermi al bar con Prencipe o Rosiello e prendere un caffè o un aperitivo. Per altri è stato necessario il loro benestare in qualità di dirigenti del pdl per figurare nella lista di Ersilia Nobile.
          Tanti amanti dello champagne auspicano la rivoluzione dei giovani per sovvertire l’Amministrazione Nobile. Altri pensano al colpo di stato. C’è perfino chi si lamenta, con i poveri cristi, bevendo champagne e sniffando cocaina con la zoccola di turno, e non con i poveri cristi, sulla barca da 100.000 €., della concorrenza che subiscono dagli efficienti alberghi di Forte e Notarangelo.
          Veniamo al prossimo Consiglio Comunale e magari rispondo all’amico presidente Mascia. Credo che lo show di Prencipe in versione Fiorello tenuto nel recente maggio viestano con ospiti di levatura nazionale e il volteggiare frenetico dell’elicottero che non riusciva a sollevarsi da Via Santa Maria di Merino, abbiano tracciato le regole del gioco. Più recentemente, una denuncia penale inoltrata presso la Procura della Repubblica di Foggia nei confronti di una persona fisica, ha dato il fischio d’avvio di una nuova difficile partita. Nell’immediato futuro leggo una probabilissima denuncia penale per falso in atti pubblici e/o privati, frode in danno dell’Amministrazione, associazione a delinquere. La presunzione, in entrambi i casi, è d’innocenza. Sarà la magistratura ordinaria, caro presidente, in entrambi i casi, nell’archiviazione o nel rinvio a giudizio, a ristabilire le regole democratiche della nostra città, necessarie per disegnare il Piano Urbanistico Generale.
          La politica è implosa il 12 maggio 2011 e il commissariamento è stato firmato dai politici.
 
Lazzaro Santoro


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