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Vieste/ Mostra di Pittura di SAVERIO SCIANCALEPORE

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ANNI 70: gli anni delle possibilità impossibili. Dal 15 al 30 Giugno al Palazzo Bellusci sul corso Fazzini.

 

 " … una vita senza le ricerche non è degna per un uomo di esserla vissuta"
SOCRATE

Ritorno dal passato…………………………………………………………………..  
Sciancalepore espone dipinti concepiti e realizzati qua­ranta anni fa. Cosa spinge un pittore a ripresentare al pubblico opere di una stagione trascorsa? Una consapevole ed attuale povertà culturale o un rinnovato dissenso? Un risentimento? Prima che artistica, quella di Sciancalepore è la riproposizione di una incomprensione. La necessità di rievocare una esperienza passata è il segno di una denuncia: l’antica violenza dell’opportunismo che puntualmente occulta pensieri e realtà imbarazzanti. Gli anni settanta sono forieri di intuizioni ed allarmi, ben celati dalla cultura ufficiale. La contestazione che ha siglato il decennio è stato solo una pietosa e superficiale concessione garantita dal potere, orgoglioso delle conquiste del benessere per l’umanità asservita. In quegli anni, alcuni uomini avevano sottoposto agli occhi della intelligencija nuove conoscenze e scomode rivelazioni, che screditavano gli interessi della civiltà per­fezionata. Scomode erano le intuizioni dell’etologia, dell’imbroglio ecologico, del feticcio urbano, e soprattutto dell’uomo a una dimensione. In confronto ad esse, le espressioni artisti­che coeve sono state acrobazie di vanitosi. Ma questo non interessa. L’arte deve essere una dilette­vole evasione, edificante ma problematica: lo specchio e il bastone, i doni squisiti per lo stordimento. E Saverio, purtroppo, sa che anche l’arte non disdegna il baratto culturale e l’assistenza della giostra politica. Quanti dei contestatori, giovani e non, hanno perseguito concretamente le loro sventolate scelte di vita? E’ tutto sotto gli occhi.

Francesco Lorusso

Gli anni settanta…………………………………………………………………..
Il prologo degli anni settanta è contrassegnato nel 1969 dall’ Apollo Il che sbarca sulla luna i primi esseri umani. Da quel momento in poi il mondo della scienza, della tec­nologia e dell’ arte si immerge in un vortice in cui le inno­vazioni diventano le protagoniste di quel periodo. L’EXPO ’70 apre ufficialmente la fantastica e strabiliante storia di un decennio ricco di avanguardie culturali che cambiano totalmente il mondo degli studiosi e dei ricercatori e degli artisti. Robert Rauschenberg definito normalmente pittore e scultore si occupa anche di scenografia, coreografia e regia ed insieme ad otto artisti e diciannove tecnici pose le fon­damenta dell’arte tecnologica. Il padiglione più vistoso dell’Expo ’70 era senza dubbio il montaggio alto 50 metri di tubi di plastica che ospitava uno spettacolo di vari mezzi, tutti coordinati da un calcolatore. A mano a mano che gli artisti venivano a contatto con le innovazioni tecnologiche di quegli anni, se ne impadronivano. Emergeva così una nuova tendenza caratterizzata da un atteggiamento freddo e distaccato i cui-rappresentanti principali erano i concettuali e gli iperrealisti. Nulla però si fermava in quel punto e, mentre Eugenio Montale pubblicava la raccolta di poesie "Satura" moriva in tragiche circostanze il poeta, romanziere, saggista e regista Pier Paolo Pasolini. Nel 1972 al Congresso O.N.U. sull’am­biente, venivano adottate misure per la salvaguardia del nostro pianeta. Intanto il tempo scorreva e macinava ineso­rabilmente altre novità di importanza mondiale, come il romanzo "Arcipelago Gulag" del premio Nobel 1974 Alexander Solzenicyn. Nel 1975 una grande mostra tenuta a Parigi rivaluta come il più grande realista dell’ottocento il pittore Jean-Francois Millet (1814-1875), mentre Eugenio Montale ri­ceve il premio Nobel per la letteratura. Un altro grande avvenimento che lascerà un gran vuoto negli amanti della lirica è dovuto alla morte a soli 54 anni del soprano Maria Callas, ritenuta da alcuni la maggiore personalità del mondo del bel canto. Nello stesso anno si inaugura a Parigi il centro d’arte BEAUBOURG, progetto di Renzo Piano, G. Franchini e R. Rogers. Ma cosa succede in periferia? Anche lì gli artisti si muovono sulla stessa onda, Saverio Sciancalepore entra in questa ottica e produce ben 26 tele che esprimono il suo pensiero sulle innovazioni scientifiche e tecnologiche di quegli anni.

Raffaele Pennelli

Anni 70: …………………………………………………………………
gli anni delle possibilità impossibili
Periodicamente il genere umano si pone degli interro­gativi pescandoli tra gli archetipi junghiani e le risposte a tali domande determineranno gli aspetti e le caratteristi­che più salienti di quell’epoca. L’Artista, in quanto tale dotato di una sensibilità par­ticolare, capta le sfumature, preconizza le minime fluttua­zioni, decodifica i segnali che provengono dalla realtà e dopo aver filtrato con il proprio vissuto questi dati offre al comune mortale il risultato del proprio sentire. Questa offerta viene effettuata con manifestazioni molto varie al punto di creare confusione e difficoltà nel decifrare la definizione di arte. Mai come oggi la critica dell’arte e le varie espressioni artistiche si rincorrono in un continuo processo che permette loro lo scopo esisten­ziale di auto-alimentarsi. Saverio Sciancalepore non consente dubbi: è un Artista. Non è frequente imbattersi in una produzione di oltre un lustro fa e considerarla perfettamente attuale. Ciò avviene solo quando si anticipano i tempi. Egli costruisce e si inoltra in un mondo speciale portando con sé il for­tunato spettatore. Dapprima attonito, come quando assiste alle meraviglie del creato, e dopo sempre più rinfrancato perché si rende conto di appartenere egli stesso a tale creazione. Le sue opere sono permeate di laica religiosità, di stupore che diventa speranza. E, non di­mentichiamolo mai, eravamo alla fine del ventesimo secolo. Sciancalepore compie una scelta co­raggiosa, accetta una sfida a tutto campo: attraverso la pittura come mezzo espres­sivo realizza una progettualità di pulizia del segno, studio del colore, analisi del rapporto tra forme e volumi. Utilizza coraggio, consapevolezza delle proprie capacità, noncuranza delle immani difficoltà tecniche ed esistenziali. La battaglia filosofica, sociale e cul­turale, slitta sul piano dell’arte. Ma è una trasposizione di fronte ad uno specchio, perché permette il ritorno al contesto reale. Ed è un ritorno pesante: macigni so­cio-culturali che Sciancalepore semina intorno a sé. Sempre con estrema correttezza, E’ superfluo aggiungere che il pro­gresso avviene solo per la presenza di questi Artisti.

Graziano Martini

CON IL PATROCINIO:
COMUNE DI VIESTE ASSESSORATO ALLA CULTURA
GALLERIA CON[FINE] APRICENA
SOCIETÀ DI STORIA PATRIA PER LA PUGLIA SEZIONE GARGANICA
LEGA NA VALE ITALIANA SEZIONE DI VIESTE
ASSOCIAZIONE CULTURALE PUNTO D’ARTE CLUB – VIESTE
ORDINE ARCHITETTI PPC DELLA PROVINCIA DI FOGGIA
CIRCOLO DEL CACCIATORI – VIESTE
Inaugurazione: Venerdì 15 giugno ore 21.00

La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 20.00 alle ore 23,00
Domenica 17 giugno ore 21.00 Convegno c/o la Lega Navale – Porto di Vieste
Antologia Anni ’70
Saverio Sciancalepore è anche autore della raccolta di poesie "L’anima, vina della vita"


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