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Provincia di Foggia, atto secondo

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Dovevano essere abolite, nessuno avrebbe versato lacrime soprattutto per quella di Capitanata, sistematicamente e perennemente collocata agli ultimi posti delle classifiche socio-economiche.

Lontanissima dai bisogni sostanziali del territorio e della popolazione: un subAppennino isolato e dimenticato nei suoi diritti più elementari. Per raggiungerlo bisogna munirsi, ad oggi, di robusto fuoristrada a trazione integrale per guadare buche, crateri, smottamenti di ogni genere, su strade appena riconoscibili dai residui di asfalto. Un Gargano affamato di infrastrutture, perennemente in bilico fra un turismo residuale e sogni di gloria, puntualmente rinviati di stagione in stagione: il completamento della strada a scorrimento veloce; la frescaccia del treno-tram; la bufala dell’aeroporto del Gargano; Capitanata 2020, l’Agenzia per il controllo Alimentare, gli Ambiti territoriali per la gestione dei rifiuti urbani, le inchieste sui Bilanci falsificati e potremmo continuare all’infinito.
Invece, nel silenzio omertoso di partiti e istituzioni, anche la nostra provincia torna a vegetare attraverso il meccanismo della elezione di secondo livello, insomma, la brutta copia allargata della famigerata ex Comunità Montana. Gli ultimi brandelli del vestito straccione di una provincia mai decollata, tirati di qua e di là secondo le rigorose, queste si, spartizioni fra gruppi e gruppetti.
Che cos’è questa nuova provincia, e qual’è il personale politico che deve rappresentarla? Quanta consapevolezza e consenso vi è da parte degli ignari cittadini sudditi? C’è qualcuno che ha avuto la decenza di spiegarlo, informare, dibattere, proporre una traccia politica? Nessuno! Come degli emeriti signor nessuno sono la gran parte dei nomi che daranno vita a questa porcata. Qualche giorno fa scrivevo, a proposito del movimentismo da quattro soldi che si muove attorno le prossime elezioni regionali, che un Ciceruacchio di periferia da candidare lo si trova sempre. Puntualmente, un Ciceruacchio, frutto del consociativismo che sta portando il paese allo sfascio, ce lo abbiamo anche noi. Sempre pronto all’applicazione di nuove tasse; l’ultima, la Tassa sui Servizi Indivisibili, è in arrivo in questi giorni nelle case dei vichesi, e incapace di ripulire il paese dalla monnezza. E’ una bella soddisfazione, da accogliere con un bel sorriso!

Michele Angelicchio


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