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Rolling Stone/ I Santa Margaret: uniscono il fascino per la musica analogica ai beat elettronica

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In America c’è la Third Man Records di Jack White, che spinge il ritorno del vinile a colpi di dischi registrati con Phon-o-Graph; da noi ci sono le Officine Meccaniche a Milano, un registratore a 24 piastre con cui, se sbagli qualcosa, devi tagliare e incollare il nastro, il primo album dei Santa Margaret con un titolo che ha il sapore di un giallo metropolitano di Scerbanenco. Il suo analogico cova la sua vendetta vol. 1 e vol. 2, e un altro disco in arrivo.

Ci sono il fascino e la voce  fuori dal tempo di Angelica Schiatti, atipica ragazza del 1989 intrisa di cultura musicale in analogico.
Ci sono anche l’eleganza e la serenità ammirevole di Stefano Verderi, ex chitarrista delle Vibrazioni immune dall’hangover amaro da risveglio post-celebrità, che ha scelto di rimettersi in gioco dell’inizio ributtandosi nella mischia con una band emergente, per amore della sua chitarra da cui non riesce proprio a separarsi nemmeno durante una session di foto.
Ci sono soprattutto le ore di lavoro artigianale di una band di amici e veterani: Leonardo Angelicchio, trentaduenne residente a Milano ma originario garganico, nel cuore vichese per passione milanese, Ivo Barbieri e Marco Cucuzzella, che suonavano insieme a Stefano al tempo delle Vibrazioni in un side project hard rock; prima in una sala prove di Rozzano e ora nella cantina umida di una villa in Brianza.
Il mercato del vinile è in continua crescita anche in tempi di crisi e i Santa Margaret con usciti con un disco pubblicato solo in vinile e in digitale. Il problema è che in analogico devi avere le idee sempre molto chiare, perché è sempre buona la prima.Stefano dice: “Se il fatto che non c’è mai tempo, il risultato è molto umano. La cosa interessante è accostare un mondo retrò e uno attuale: un amplificatore del ’52 che suona con un beat elettronico del 2016”.
E’ fantascianza moderna!!!
Stefano e Angelica hanno già scritto il prossimo disco dei Santa Margaret. C’è il sogno di portare la canzone italiana all’estero. Nel passato l’hanno fatto con l’opera, con colonne sonore di Morricone e Badalamenti.
Angelica ha le idee chiare, impara in fretta e non si è spaventata nemmeno quando a Roma è salita sul palco prima dei Deep Purple.

Cristiano Zintu    


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