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Coldiretti/ “La partita dell’accesso a dazio zero di olio dalla Tunisia non è ancora chiusa”

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A marzo – ricorda il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti, a margine dell’incontro a Foggia con il Presidente della Regione Puglia e l’Assessore al ramo Di Gioia  – la plenaria dell’Europarlamento dovrà esprimersi definitivamente. Per questo chiediamo al Governatore Emiliano di farsi promotore in Conferenza Stato-Regioni di un forte pressing italiano sull’UE attraverso i Parlamentari europei perché non possiamo accettare che il mercato sia inondato da 35mila tonnellate extra per il 2016 e altrettante nel 2017, oltre alle 56.700 attuali che già hanno fatto aumentare del 734% le importazioni nel 2015 e porterebbe nel 2016 ad un + 1248% l’import di olio dal paese extracomunitario in soli due anni. Il rischio di frodi e sofisticazione, al quale già la Puglia è esposta quotidianamente, aumenterebbe in misura esponenziale. Anche perché l’importazione riguarderebbe tutti i tipi di olio di oliva tunisino per cui non devono essere rispettati i requisiti ambientali e fitosanitari rigidi cui i prodotti europei devono attenersi, immettendo sul mercato italiano prodotto di discutibile qualità e sicurezza alimentare, oltre a creare una evidente quanto sleale e concorrenza. La Puglia è la regione più olivicola d’Europa e non può pagare il prezzo di accordi bilaterali che si ripercuotono negativamente su produttori olivicoli e consumatori”.
E’ urgente la completa applicazione – sollecita Coldiretti Puglia – delle norme già varate con la legge salva olio, la n. 9 del 2013 e di accelerare il percorso del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari” elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.
“Di fronte al moltiplicarsi di frodi con le indagini che hanno coinvolto anche grandi gruppi per olio di bassa qualità venduto come extravergine o quello straniero spacciato per italiano – continua Corsetti – bisogna stringere le maglie della legislazione per difendere un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea e togliere il segreto sulle importazioni di materie prime alimentari dall’estero perché sapere chi sono gli importatori e quali alimenti importano rappresenta un elemento di trasparenza e indubbio vantaggio per i consumatori e per la tutela del ‘made in Italy’ agroalimentare. Il flusso ininterrotto di prodotti agricoli che ogni giorno dall’estero attraversano le frontiere serve a riempiere barattoli, scatole e bottiglie da vendere sul mercato come Made in Italy”.
E’ una operazione di trasparenza che va fatta, considerato che negli ultimi 10 anni le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia sono cresciute più rapidamente delle esportazioni, confermando il sostanziale deterioramento della posizione competitiva della filiera pugliese sui mercati esteri. Le importazioni complessive di oli di oliva ammontano in media a circa 87.000 tonnellate, di contro le esportazioni si aggirano sulle 38.000 tonnellate.

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Fanfara dei Bersaglieri aperte le iscrizioni

Dopo la costituizione della sezione "Bersaglieri di Vieste gen. Michele Bosco", la presidenza ufficializza anche la costituzione di una FANFARA.

Chi volesse parteciparvi può contattare:

Giuseppe: 339/2094352
Francesco: 348/ 4796108
Gabriella: 334/3581816

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