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Vieste – SEMPRE PIU’ GIOVANI DESIDERANO INVESTIRE NELLA LORO CITTA’

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Nuova giovane professionista Hillary Soldano neo-dottoressa in Logopedia
“Hillary sei giovanissima, laureata da poco, parlaci un po’ di te”. Sorrido. Ho solo ventidue anni, mi sono laureata in logopedia solo un mese fa e se ripenso a quel giorno e a quel momento l’emozione è ancora viva e forte dentro di me.

Ho frequentato il Corso di Laurea in Logopedia,  presso l’Università di Foggia,  proprio in questa città ho trascorso i miei ultimi tre anni e non nascondo che oggi sono felice di essere ritornata nel mio amato paese, mi mancava il mare e la nostra splendida costa. “Di cosa si occupa esattamente la tua figura?”.  La figura del logopedista è ancora poco conosciuta , si è soliti pensare che abbia a che fare con chi ha difficoltà nel pronunciare alcune lettere, ma, in termini più ampi si occupa di disturbi di comunicazione e di linguaggio nel bambino, nell’adulto e nell’anziano…ma non solo, infatti vorrei sottolineare che il logopedista si occupa anche di deglutizione, disturbi di apprendimento scolastico (dislessia, disortografia, discalculia), disfluenze (farfugliamento e balbuzie), problemi vocali (disfonie), bambini con difficoltà comunicative generali (sindrome di Down, spettro autistico), bambini con difficoltà d’udito, disturbi degenerativi dell’anziano (Parkinson, Alzheimer, ictus)…è una professione che abbraccia un campo piuttosto vasto e permette il rapportarsi con persone di tutte le età.  “Cosa ti ha spinto a scegliere questa facoltà?”  .  
Mi sono incuriosita a questa professione perché sin da piccola ho avuto modo di osservare un membro della mia famiglia svolgere “buffamente” degli esercizi assegnati dalla dottoressa di riferimento, oggi e con il senno di poi, il ripensare a quei momenti mi portano a “rimproverarmi”. Già…ero solo una bambina, guardavo le cose con occhi puerili, superficiali, ingenui…non avevo compreso che quel tenero “puffetto” in realtà era in difficoltà e al tempo stesso stava cercando di credere in qualcosa che lo potesse aiutare a parlare come tutti i suoi coetanei senza che venisse deriso. Allora avevo solo dieci anni, per me, il parlare senza difficoltà era normalità, mentre lui ogni giorno si impegnava per acquisire successi e miglioramenti. Mi viene in mente una scena: il “puffetto” più volte pronunciava una strana e insolita parola “il capone”, non riuscivo a capirlo, chiedevo più volte di ripetere, ma la parola era sempre la stessa “il capone!”, a cambiare erano solo i suoi occhi e la sua mimica facciale, si rintristiva…alla fine fingevo di averlo compreso. Solo con il tempo e i suoi grandi miglioramenti, appresi che “il capone” non era altro che il sapone! Oggi sorrido, anzi sorridiamo tutti in famiglia, compreso lui, nel rievocare momenti di incomprensione, ma vi assicuro che non è certamente bello “non capire” come non è altrettanto bello non essere capiti. Parole, parole, parole…tante, insieme, formano frasi, frasi che non sono altro che nostri stessi pensieri e pezzi di noi, una non parola, una non frase e quindi una non comprensione, porta ad “annullare” qualsiasi essere umano! …ecco perché con gli anni alla domanda “cosa vuoi fare da grande”, ho risposto: diventare una brava logopedista aiutando “piccoli puffetti in difficoltà”! Dall’immaginazione alla realtà il passo è stato fatto…oggi sono felicemente diventata una logopedista e spero di essere anche brava. (Hillary sorride).  
“Hillary quali sono i tuoi progetti?”.  ”Solo qualche settimana fa la mia risposta era preparare la tesi e laurearmi, in questi pochi giorni tanti pensieri, idee anche se confuse hanno invaso la mia mente. Mi è più facile rispondere a questa domanda spiegando cos’altro vorrei ancora per me e a questo rispondo, sicuramente continuare a studiare, a formarmi e a non pensare di essere già arrivata. Sorrido al fatto che qualche giorno dopo la mia laurea ho frequentato un corso a Bari come se già mi mancasse l’odore dei libri. Desidero, per me,  sicuramente avere una locazione, un posticino tutto mio in cui poter “accudire” i miei puffetti e non solo, ma, mi rendo conto che questo sarebbe un passo importante e anche azzardato poiché non so ancora quale sarà la risposta lavorativa del mio amato paese, motivo per cui inizierò ad “appoggiarmi”  nello Studio di Psicologia Clinica della dott.ssa Silvia Coda. Su di lei mi sembra doveroso spendere due parole, ringrazio infinitamente la dott.ssa Silvia Coda  perché mi ha supportata e incoraggiata nell’iniziare con questo piccolo passo, che per me sembra già grandissimo, la ringrazio ancora perché sta credendo in me ed è molto aperta a collaborazioni. Nel suo bellissimo studio sono sicura che non mi sentirò persa o fuori luogo perché sono fortunata ad avere all’interno un valido punto di riferimento. Ogni qualvolta guardo Silvia (le piace essere chiamata così)  vorrei vedere me, lei ci ha creduto ed è riuscita a realizzare i suoi obiettivi. Non mi resta che concludere, grazie Silvia”!
“Vuoi aggiungere qualcosa?” . “Bè certamente grazie a chi mi sta ancora leggendo… non potrei mai chiudere senza ringraziare chi mi ha dato la vita e chi mi ha permesso di realizzare il mio sogno, ovvero mamma e papà. Grazie papà Nicola perché quotidianamente, nonostante fossi richiestivo e pretenzioso, a modo,  tuo mi hai motivato a non fermarmi verso le piccole difficoltà e a credere nelle mie capacità. La mia laurea oggi, è anche la TUA laurea. Hai condiviso le mie ansie, le mie difficoltà, ma,  al tempo stesso anche la mia gioia finale. Grazie mamma Rosanna perché anche tu sei sempre stata al mio canto nell’accogliere le mie lacrime di disperazione e di gioia. Grazie Raffaele e Carmine, i miei fratelli, per la quotidiana presenza. Un grazie particolare va anche a Luca, la mia forza, il mio sostegno e fonte costante di incoraggiamento in tutte le mie scelte. “I sogni son desideri” ricordo questa canzoncina nella fiaba di Cenerentola, oggi il mio sogno è stato realizzato, sogno che altro non è che un perdono a quegli stessi occhi ieri puerili e giudicanti, oggi pieni di desiderio di aiutare e comprendere. Grazie.


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