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Soccorsi sanitari sul Gargano, creare allarmismo non aiuta a risolvere il problema

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Giocare sulla salute delle persone e creare allarmismi, non solo getta cattiva luce sul sistema sanitario, ma mette a rischio la ricettività turistica del Gargano.

 

 Nessuno, io per primo, vuole nascondere le difficoltà e le criticità del servizio sanitario pugliese, ma non è possibile continuare a inquinare la discussione sull’assistenza sanitaria con suggestioni e false notizie come quella del mancato soccorso a Vieste che, ripeto, rischiano di mettere in crisi il sistema turistico garganico, ma anche di annebbiare decisioni fondamentali per la salute dei cittadini.
Qualcuno spinge per un gioco rischioso. Creare inutili e falsi allarmismi, facendo del terrorismo mediatico, non giova a nessuno. Abbiamo il dovere di affrontare il problema del riordino del sistema sanitario pugliese non sul piano emozionale o difendendo pericolosi campanilismi o, peggio ancora, posizioni di comodo. La discussione deve avere un solo interesse: la salute dei cittadini e l’organizzazione di un sistema sanitario efficace ed efficiente, ma soprattutto con i conti apposto.
Sul sistema 118, ad esempio, paghiamo antiche colpe e cattive gestioni amministrative che hanno aumentato costi e non garantito una rete di soccorso in linea con le aspettative del territorio. Mantenere quel sistema non era più possibile, non solo per lo spreco di risorse, ma per la mancanza di fondi tagliati dal governo e che costringono le Regioni a rivedere interventi e organizzazione sanitaria. In questo quadro economico, il direttore generale dell’Asl Foggia non ha molti margini di manovra, costretto com’è a rincorrere situazioni che altri hanno creato e che hanno messo a rischio l’intero sistema dell’assistenza sanitaria garganica. Premesso tutto questo, invito il presidente Michele Emiliano, che ha delega alla sanità, di accelerare su alcune decisioni e di fare massima chiarezza sul futuro della sanità pugliese, tenendo presente che il Gargano presenta una configurazione territoriale di non facile mobilità per i mezzi di soccorso e che quindi va garantita un’assistenza sanitaria più attenta alle esigenze del territorio e della sua popolazione, massima nel periodo estivo. Infine, invito sindacati e operatori sanitari a non alimentare allarmismi nella popolazione e di contribuire a un sereno confronto, per evitare che la riorganizzazione del sistema sanitario finisca, ancora una volta, prigioniera di logiche particolari e di interessi locali.


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