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GD Manfredonia: un ciclo di incontri per capire “#Rep. 2.0 / Come siamo cambiati in settant’anni?”.

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Invocare un cambiamento radicale nella vita politica perseverando in atteggiamenti da Prima Repubblica è la più grande miopia dei nostri giorni. Noi, gd di Manfredonia, abbiamo deciso, con un ciclo di 3 incontri dal titolo “#Rep. 2.0 / Come siamo cambiati in settant’anni?”, di uscire fuori dal coro da social, pieno di utopiche soluzioni, per analizzare storicamente il nostro essere democratici. Storicamente sì ma senza voler osannare il passato né essere lontani dai problemi dell’attualità. Solo chi ha uno sguardo storico può, infatti, analizzare meglio i problemi del quotidiano ed è per questo motivo che abbiamo deciso, dopo due primi appuntamenti di taglio filosofico – politico, di concludere questa nostra iniziativa, in prossimità della Festa del 2 giugno, dialogando fra gli altri con il sindaco di Pesaro nonché attuale vice-presidente del Pd Matteo Ricci su come la nostra storia repubblicana si incarni nella quotidiana amministrazione di una realtà cittadina.
Abbaiare contro la luna sotto un “cielo stellato” pensando di risolvere i problemi della democrazia, come fanno alcuni, non rientra nel nostro DNA. Noi, forti del nostro vivere la politica ma non di politica, preferiamo, da democratici, il confronto.
Nel corso del primo incontro, dal titolo “Partecipo, quindi sono”, in programma il prossimo 24 marzo, avremo occasione di dialogare, presso la sede cittadina del Pd, con il prof. Domenico Di Iasio, già docente presso l’Università di Pesaro e di Foggia, e con la prof.ssa Rosa Porcu, già docente di storia e filosofia presso il Liceo Magistrale “A.Roncalli”, sul nostro modo di partecipare alla vita repubblicana. Possiamo ancora riporre fiducia, a distanza di oltre 20 anni da Tangentopoli (ma spesso dinanzi agli stessi problemi scatenanti Tangentopoli), dopo una caterva di leggi elettorali, in un cambiamento ,istituzionale e politico, “dall’ esterno” come soluzione alla corruzione endemica del nostro Paese? Se lo Stato è corrotto, perché gestito da politici corrotti, eletti da cittadini che accettano la corruzione, ciò significa allora che non vi sia via di uscita alcuna? Ma soprattutto, siamo sicuri di essere democratici se, per garantire l’effettiva partecipazione politica delle donne, facciamo ancora ricorso alle “quote rosa”? Come potete vedere non abbiamo risposte certe da proporre ma solo la voglia di capire e capirci. Vi aspettiamo numerosi!

#bedemocratepartecipate
Gd Manfredonia


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