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SUD, E’ FINITA?

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Nel disinteresse generale sono state pubblicate le anticipazioni del rapporto Svimez.

Nel leggerle ti viene la depressione.

“Dopo un triennio 2015-2017 di (pur debole) ripresa del Mezzogiorno, si riallarga la forbice con il Centro-Nord”.

“Il dramma maggiore è l’emigrazione verso il Centro-Nord e l’estero”.

Ciò che più colpisce di questa anticipazione è la conferma del fatto che la vera emergenza nel Sud non è l’immigrazione ma l’emigrazione.

Tra il 2002 ed il 2017 sono andate via dalle regioni del Sud oltre 2 milioni di persone! 2 milioni!

Solo nel 2017 ne sono andate via 132.187.

Chiunque stia leggendo questo post sicuramente ha tra questi 132.187 degli amici o parenti.

E di questi 132mila, più della metà, ben 66.557 sono giovani,di cui il 33% laureati.

Emigrano quelli buoni. Chi ha studiato, chi non si spaventa delle difficoltà ed ha voglia di lavorare.

Insomma, quelli che potrebbero dare una mano a tirarci fuori da questa situazione.

Sempre i numeri ci dicono che al di là delle chiacchiere sono più i meridionali che emigrano dal Sud per andare a lavorare o a studiare al Nord e all’estero che gli immigrati che scelgono di vivere nelle regioni meridionali.

In base alle elaborazioni della SVIMEZ, infatti, i cittadini stranieri ISCRITTI nel Mezzogiorno provenienti dall’estero sono stati 64.952 nel 2015, 64.091 nel 2016 e 75.305 nel 2017.

Invece i cittadini italiani CANCELLATI dal Sud per il Nord e

l’estero sono stati 124.254 nel 2015, 131.430 nel 2016, 132.187 nel 2017.

Non credo serva una calcolatrice per far di conto.

Questo dato dello Svimez ne segue tanti altri che ci confermano ciò che tutti i giorni vediamo con i nostri occhi.

In particolare i risultati dei test INVALSI che, a mio avviso, ci indicherebbero anche la soluzione al problema se solo volessimo applicarci.

Quei risultati ci dicono che al quinto anno delle superiori circa il 60% dei ragazzi è del tutto carente in inglese e matematica ed il 50% circa in italiano.

Mi pare del tutto evidente che è chiaro dove bisogna intervenire.

Ma temo che passiamo troppo tempo ad indignarci per capirlo che stiamo affondando ogni giorno di più.

Aldo Ragni


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