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Nasce il Gin di Puglia.

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È il primo gin made in Puglia, e il primo a utilizzare l’olio d’oliva. Strano, ma possibile: si chiama per l’appunto Gin di Puglia l’idea di tre ragazzi che, dopo aver attraversato i campi della regione, hanno capito che gli ingredienti per ottenere una buona bevanda alcolica erano tutti qui. “L’idea è nata per caso, dopo un viaggio nel Salento – spiega Ettore Pacilli, direttore commerciale 40enne – lì il territorio è composto principalmente da ulivi. Nessuno l’aveva fatto, e quindi ci siamo detti: Perché non ci proviamo noi?”. Detto, fatto. Ad affiancare Pacilli e rendere Gin di Puglia una realtà ci sono Valentina Delli Carri, barlady di 25 anni al lavoro in enoteca, e l’agronomo Pellegrino Riccio, 30 anni. “Produrre alcol in Italia è difficilissimo – spiega Pacilli – abbiamo dovuto ripiegare su un opificio e non una distilleria, come era nei piani originari. E quindi abbiamo una distilleria vicino Salerno che ci produce l’alcol, noi mettiamo in infusione le nostre botaniche, le filtriamo e otteniamo il gin. Solo in un secondo momento aggiungiamo in infusione l’olio d’oliva”. Il risultato è “un gin trasparente, che sa di Mediterraneo”, e che ha convinto la Regione: Gin di Puglia risulta fra i vincitori di Pin, iniziativa delle Politiche giovanili che mira a stimolare progetti imprenditoriali innovativi. “L’idea è piaciuta tantissimo – continua Pacilli – e siamo stati invitati ovunque”. Ora sta prendendo forma: la produzione è a Foggia, a breve sarà inaugurato un punto vendita a Troia e per il primo anno saranno prodotte mille bottiglie, da mettere in commercio nelle attività commerciali pugliesi, e non solo.
Ma qual è il sapore di Gin di Puglia? “Sa di macchia mediterranea, di pomodori e rosmarino – spiega il direttore commerciale – Avete presente quando si percorre la strada da Mattinata a Vieste, e si sentono ovunque profumi di salvia e rosmarino? Ecco, Gin di Puglia dà quella sensazione”. A renderla possibile le botaniche selezionate: ginepro, ovviamente, ma anche coriandolo – “pochissimo, si produce in provincia di Foggia” – e radici di liquirizia. Tutto rigorosamente pugliese. Il risultato è da servire puro, ghiacciato: “In alternativa c’è una ricetta che lo vede associato a mela verde e foglia di basilico – conclude Ettore Pacilli – ma va bene anche come gin tonic, da associare a una tonica abbastanza dolce. Non c’è bisogno di aggiungere altro, perché Gin di Puglia è molto caratteristico di suo”.

ANNA PURICELLA
repubblicabari


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