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Regionali 2020/ Per i sondaggi di Salvini il centrodestra sarebbe +9 punti con Fitto presidente

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La candidatura di Fitto in alcuni am­bienti del centrodestra è data quasi per certa. Nonostante le resistenze dei leghisti pugliesi, e in particolare del se­natore salentino Marti, riuniti per oltre due ore alla Fiera del Levante in occasione del­l’arrivo nel capoluogo pugliese del Capita­no. Salvini non era certo sceso a Bari per consacrare alcuna candidatura, nelle mo­re della chiusura delle trattative in un qua­dro nazionale da perfezionare secondo la suddivisione delle regioni e delle rispetti­ve assegnazioni ai tre partiti di centrode­stra dei candidati alla carica di presidente.

L’obiettivo è stato piuttosto quello di sag­giare il terreno, di ascoltare la base e ten­tare di fare breccia intorno alle resistenze e alle perplessità sollevate sulla candidatu­ra dell’europarlamentare di Maglie, già presidente di Regione nei tempi in cui il centrodestra dominava la Puglia con For­za Italia, e magari di togliere qualche mina vagante che rischia di compromettere il complicatissimo gioco ad incastro con le regionali in altre parti d’Italia.

Le sorti del­la Puglia potrebbero dunque intrecciarsi con quanto accadrà in Emilia Romagna e in Calabria il 26 gennaio prossimo. La can­didatura di Raffaele Fitto lanciata da Gior­gia Meloni in una gremitissima Piazza San Ferdinando è stata accolta con estrema freddezza dai leghisti.

Le dichiarazioni rilasciate a margine dai meloniani non lasciano scampo a dubbi sulla necessità di fare chiarezza rispetto alle intese siglate sul tavolo nazionale. Molti hanno interpretato la mossa di Gior­gia Meloni come il voler richiamare gli al­leati al rispetto degli accordi e dunque ad assumersi ciascuno le proprie responsa­bilità.

Si attendeva il gesto conseguenziale della Lega che ha preferito prender tem­po e forse, secondo le voci circolanti in queste ore, attendere i risultati delle pri­marie in Puglia che alla pari di uno sconta­to atto notarile consacreranno il governa­tore uscente Michele Emiliano alla guida della coalizione di centrosinistra.

Ambienti interni alla Lega raccontano che durante quelle concitate ore di serrato con Salvini, i vertici regionali del partito abbiano puntato i piedi inanellando una serie di pregiudiziali verso Fitto, comprese vecchie e nuove ruggini tra l’eurodeputato e qualche leghista. E’ notorio che Fitto abbia un buon rapporto con il parlamentare della Lega, Rossano Sasso e di riflesso con il candidato indicato dai salviniani in Puglia, Nuccio Altieri, presidente dell’Invimit.

Ma si sa anche delle contrapposizioni ormai datate tra lo stesso Fitto e il se­natore Marti, ovvero tra Fitto e la senatri­ce Adriana Poli Bortone che per il centrodestra avrebbe voluto celebrare le prima­rie e che sin da subito ha invocato una can­didatura di coalizione da individuare nel mondo della società civile. Le pressioni su Salvini, secondo i rumors, avrebbero con­vinto il leader a prendere ancora del tem­po lasciando aperta la partita sul campo di gioco pugliese.

La ricostruzione dei fatti, su come è anda­to il confronto è sicuramente autentica an­che se a mancare sono alcuni tasselli. La logica con cui si è proceduto alla spartizio­ne delle regioni, Emilia Romagna, Tosca­na e Veneto alla Lega, Campania e Cala­bria a Forza Italia, Marche e Puglia a Fratelli d’Italia, si basa principalmente su quello che è l’attuale rapporto di forza tra un partito e l’altro. Un rimescolamento di carte sarebbe pos­sibile solo qualora questo rapporto cam­biasse con il voto in Emilia Romagna piut­tosto che in Calabria. Il dato elettorale po­trebbe a questo punto giocare un ruolo im­portante per consentire a Salvini di rimet­tere in discussione l’intesa.

Caldoro in Campania non è visto con gran­de entusiasmo dai leghisti. Le voci si rin­corrono e la partita sembra ancora aperta. Si fa largo tra le ipotesi anche quella di una possibile mediazione che escluda gli at­tuali concorrenti, Fitto da una parte e Altieri dall’altra, e che metta in gioco una candidatura terza. Insomma un jolly sul quale puntare mettendo d’accordo capre e ca­voli, evitando il consueto scenario al qua­le il centrodestra ha abituato i pugliesi, fat­to di divisioni, trappole e trabocchetti che porterebbero direttamente alla sconfitta.

Su questa ipotesi bisognerà vedere cosa ne pensa Fitto e Meloni insieme e quale sarebbe la garanzia di successo per un centrodestra che sulla base dei sondaggi illustrati proprio da Salvini, avrebbe oggi ben 9 punti di vantaggio con Fitto candi­dato presidente rispetto alla coalizione di centrosinistra.

Non sono mancate al riguardo le conside­razioni dell’attuale governatore pugliese Emiliano: “In tutta sincerità mi dispiace che una personalità così importante come Fitto in questo momento sia sballottato dentro decisioni di quadri nazionali che, più della Puglia, si occupano della Cala­bria, della Campania e del resto d’Italia. E’ un modello politico che pensavamo fosse finito e invece stiamo tornando a ventan­ni fa nel centrodestra, e questo mi dispia­ce”- ha concluso.

Onofrio D’Alesio

l’attacco


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