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29 Gennaio/ UNITE PER LA CODA

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Io concludo che la sapienza e la follia siano attaccate per le code; e che non si possa venire all’estremo d’uno senza dar principio nell’altro.

fra’ paolo sarti

Vivace e incisiva è l’immagine usata dallo storico e frate servita veneziano Paolo Sarpi (1552-1623) in questo suo «pensiero» dedica­to agli eccessi. Esistono, infatti, in molte situazioni frontiere mobili che non possono essere definite in modo unico e netto.

Si pensi, ad esempio, alla fede: la delicatezza della sua realtà autentica fa sì che essa possa facilmente scolorirsi, incrinarsi, stemperarsi. Così, il cre­dente talvolta insensibilmente si trova trasferito nelle sabbie mobili del dubbio e, al contrario, l’ateo o l’indifferente può provare un fre­mito di fiducia, di ricerca e di attesa.

È per questo che bisogna sem­pre sorvegliare con attenzione i confini di ogni esperienza o scelta.

Anche sapienza e follia possono essere «attaccate per la coda», co­me dice lo scrittore dell’Istoria del concilio Tridentino. Non per nulla san Paolo denunzia una saggezza umana che può essere stoltezza agli occhi di Dio e viceversa (1 Corinzi 1,18-31).

Ogni eccesso, poi, re­ca in sé i germi della sua autodistruzione: così, una razionalità senza cuore può sfociare in pazzia e crudeltà; e una generosità illimitata, che può sembrare folle, diventa principio di amore e salvezza per sé e per gli altri.

È, quindi, delicato il crinale sul quale dobbiamo muo­verci e non vale sempre un metro di mero buon senso, ma un’acuta valutazione singolare di ogni caso e situazione. Certo, l’equilibrio è sempre la via regale, ma non bisogna ignorare il fatto che spesso la santità o la vera grandezza morale infrangono la «normalità» e si presentano con la forza della «stoltezza della croce» che è sapienza suprema, sempre per dirla con san Paolo.

Gianfranco Ravasi


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