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18 Febbraio/ INTERESSARE

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Conquistare il sapere attraverso un autentico interesse è la prima condizio­ne per interessare al sapere gli altri.

WALTER PATER

Devo confessare che provo disagio ogni volta che mi capita d’imbattermi, sui mezzi pubblici della mia città, nelle torme di ragazzi che vanno o tornano dalle scuole: è, infatti, palpabile il fastidio e il disinteresse che essi nutrono per quelle ore che devono trascorrere in classe.

Si dirà che così accade da che mondo è mondo, ma il tono attuale sembra essere più sfacciato e certi atti vandalici negli edifici scolastici confermano questa impressione di eccesso. Detto questo, bisogna però riconoscere che non sempre la colpa è degli studenti. È ciò che ricorda con la battuta sopra citata il saggista ottocentesco in­glese Walter Pater nell’opera Mario l’epicureo (1885) che mi è per caso capitata in mano.

Ci sono, infatti, molti docenti che hanno amato la loro materia da studenti e sanno farla amare ora che sono in cattedra. Questa regola vale per tutte le attività che hanno un risvolto sociale: si riesce a con­quistare l’attenzione e la condivisione degli altri se si è per primi in­teressati e appassionati a quello che si fa, si dice e si comunica.

La stessa norma vale anche per la testimonianza religiosa: essa ha un impatto negli altri non solo se si ha una competenza teologica, ma soprattutto se si fa trasparire convinzione e adesione autentica.

Ave­va, perciò, ragione il filosofo Hegel quando nelle sue Lezioni sulla fi­losofia della storia osservava che «nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione». È questa carica interiore che bisogna riaccen­dere e far sfavillare in ogni professione e situazione esistenziale.

Gianfranco Ravasi


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