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27 Marzo/ LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ

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Se sulla costa dell’oceano Atlantico, in arrivo al porto di New York, i pas­seggeri incontrano la statua della Libertà, sarebbe meraviglioso poter edifi­care sulla costa opposta la statua della Responsabilità.

VIKTOR E. FRANKL

È suggestiva l’idea di queste due statue poste a sorvegliare la su­perpotenza mondiale. A proporla è lo psicoterapeuta austriaco Viktor E. Frankl (1905-97), vissuto a lungo negli Stati Uniti, nella sua opera Alla ricerca di un significato della vita. La libertà, certo, è la base per il riconoscimento della dignità e delle capacità della persona. Ma, se è lasciata da sola, può sconfinare ben presto nell’egoismo e nella prevaricazione.

Ecco, allora, la necessità di esaltare l’altra componen­te umana, altrettanto decisiva, la responsabilità. Essa nasce dalla co­scienza e si nutre della morale ed è pronta a imporsi autonomamente limiti e obblighi perché la presenza della persona nella società non sia devastatrice ma costruttrice.

Se la libertà è il territorio in cui ci muoviamo, la responsabilità è il tracciato delle strade e, se si vuole, anche il perimetro o confine. Pur­troppo spesso assistiamo ad atti «irresponsabili» che sbocciano dalla libertà senza essere sottoposti al controllo della ragione e della vo­lontà. La responsabilità è la consapevolezza del proprio limite e dei doveri che si hanno nei confronti del bene comune.

Lo stesso Frankl scriveva ancora: «Quanto più l’uomo sentirà la propria vita come compito, tanto più essa apparirà significativa». L’educazione dovreb­be condurre a quel senso di responsabilità che tanto spesso registria­mo assente dai comportamenti di tutti, giovani e adulti. Lo scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry in Terra degli uomini (1939) dichia­rava: «Essere uomo è precisamente essere responsabile».

Gianfranco Ravasi


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