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Come cambia l’esame di Stato. Tutte le novità per gli orali. La ministra Azzolina conferma la prova in classe. Il colloquio durerà massimo un’ora.

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Discussione di un ela­borato sulle discipline di indirizzo; discussione di un breve testo che è stato oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e lette­ratura italiana durante il quinto anno; analisi del materiale scelto dalla commissione. Eccola qua, nel det­taglio, la prova che si troveranno a dover affrontare dal 17 giugno i 480 mila maturandi. La maturità ai tempi del Covid.

Di come sarà l’esame di Stato, che sarà in presenza, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha for­nito nuovi dettagli durante il question time. Il colloquio durerà al massimo 1 ora e solo nel caso in cui «le con­dizioni epidemiologiche e le dispo­sizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed ade­guatezza», i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra mo­dalità telematica sincrona» ha detto la ministra, la quale ha anche annun­ciato che a brevissimo sarà pubbli­cata l’ordinanza relativa agli esami di Stato. Per garantire la massima si­curezza il ministero sta approntando una serie di protocolli con il mi­nistero della Salute e le parti sociali.

Quanto al punteggio, la prova di ma­turità potrà valere fino a 40 punti mentre il peso dei crediti sarà ri­calibrato fino ad un massimo di 60; resta ferma la necessità di raggiun­gere almeno un punteggio minimo di 60/100. Anche la viceministra Anna Ascani ha fornito altri particolari sull’esame di maturità che potrà es­sere svolto – laddove le scuole ne siano provviste – nell’aula magna degli isti­tuti. Quanto all’uso obbligatorio o meno della mascherina, si attendono indicazioni dal ministero della Sa­lute.

La ministra Azzolina durante il question time è tornata anche sul tema del rientro a settembre e della didattica mista – metà classe in pre­senza, metà a distanza – che tante polemiche ha suscitato nei giorni scorsi, specificando che l’ipotesi è «solo per la scuola secondaria, non per i bambini», e che rappresenta «solo una delle possibili idee allo studio, vagliata e decisa già in altri Paesi europei».

Ieri intanto sono arrivati altri 5 milioni di fondi Pon per potenziare la didattica a distanza per i Centri pro­vinciali per l’istruzione degli adulti, le sezioni carcerarie e le scuole polo in ospedale.

E si è svolta anche la seconda riunione per il Piano in­fanzia. La ministra della famiglia, Elena Bonetti si augura che i centri estivi per la fascia 0-6 anni possano funzionare già da primi di giugno e ha inviato un protocollo al comitato tec­nico scientifico perché sia vagliato. Dal presidente dell’Upi, l’Unione delle province d’Italia, Michele De Pascale, arriva la sollecitazione di riaprire gli spazi per la socialità dei più piccoli già dal 28 maggio, Giornata inter­nazionale del diritto al gioco.


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