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Elezioni regionali, si va verso il voto in autunno. In commissione “affari costituzionali” il no alla finestra estiva. Ma Emiliano insiste: “a ottobre l’epidemia potrebbe ripartire”.

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Si allontana sempre di più l’ipo­tesi di votare a luglio per le Regionali. Certo, il pressing di alcune realtà ter­ritoriali, a cominciare dal Veneto di Zaia e dalla Puglia di Emiliano, esiste e si fa sentire. Al punto che l’altra notte, dopo il vertice con i gover­natori, il premier Giuseppe Conte si era lasciato andare ad una prudente apertura: «Prendo atto delle richieste – avrebbe detto – ne parlerò con i ministri competenti e valuteremo».

Ma il fronte «estivo» sembra avere il fiato piuttosto corto. La doccia fred­da è infatti arrivata ieri in commis­sione Affari Costituzionali della Ca­mera dove il quarto punto all’ordine del giorno era proprio quello delle Regionali. L’opzione luglio è stata so­noramente bocciata: «La discussione generale in commissione – spiega una nota del M5S – conferma che non ci sono le condizioni per procedere con il voto a luglio.

Già le audizioni ave­vano dato alcune prime indicazioni in questo senso. Il confronto avve­nuto tra i gruppi in commissione e con il governo rappresentato dal sottosegretario Variati ci indica chia­ramente che, data l’emergenza sani­taria, è giusto procedere con il rinvio di elezioni regionali e comunali in autunno». Ancora più ferma la di­chiarazione del presidente Giuseppe Brescia, deputato barese del Movi­mento: «La finestra di luglio – spiega – è stata esclusa.

Si è confermato l’orientamento previsto dal provve­dimento in esame (cioè il di elezioni, ndr), ossia di rimandare alla finestra di settembre-ottobre». E ancora, in una nota congiunta con Anna Ma­cina e Giuseppe D’Ambrosio: «Emi­liano si dia pace. Chi vuole il voto a luglio non pensa alla salute dei cit­tadini e scarica, nel caso della Puglia, sui 257 comuni il peso di organizzare ima doppia tornata in pochi mesi».

Una linea – quella del no alla finestra di luglio – che, a quanto trapela, avrebbe ottenuto un consenso tra­sversale. L’unanimità è infatti quello a cui i giallorossi starebbero lavo­rando in queste ore come chiarisce anche il democrat Stefani Ceccanti. Secondo l’esponente dem «prosegue nel necessario clima di condivisione l’esame in Commissione del decreto elezioni. Trattandosi di regole del gioco – sottolinea – è necessario che si proceda con amplissimo consenso, meglio se unanime, al di là della linea divisoria tra maggioranza ed oppo­sizione».

Nel frattempo, sono molte le voci a levarsi. Il Consiglio regionale delle Marche, ad esempio, con un mozione boccia l’ipotesi estiva e invita il pre­sidente Luca Ceriscioli a «ponderare bene» la data delle consultazioni. Si levano voci di dissenso anche in Pu­glia dove contro il voto a luglio si schiera Forza Italia: «La Puglia ha un indice di contagio superiore alla Lombardia e un indice di mortalità superiore alle altre regioni del Sud – dichiara il capogruppo in Regione Nino Marmo -. Dobbiamo avere il tempo di monitorare il livello di si­curezza, cosa possibile votando solo in autunno». Gli fa eco il meloniano Erio Congedo: «La priorità assoluta è che le elezioni si svolgano in sicu­rezza».

l.p.

gazzettamezzogiorno


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