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Iniziative di studio/ Turismo post pandemia: Ristorazione, Intrattenimento e Cultura. 3 mondi vicini e legati alla convivialità e all’esperienza. Consigli di 10 esperti. (2)

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Da tempo sosteniamo la tesi che l’accoglienza della ristorazione sia una delle sfaccettature dell’ospitalità turistica. Proprio per questo, deve confrontarsi e operare in connessione strategica con il turismo in generale.

Con quali approcci metodologici si appresta ad affrontare la Fase 3 da Coronavirus il mondo del turismo e dell’accoglienza alberghiera, extra alberghiera, ristorativa?

Obiettivo – progettare e pianificare la ripresa e il rilancio delle attività produttive per ristoratori e attività turistica, seguendo la nostra logica della convergenza dei vari settori: accoglienza, viaggi, ristorazione, produzione enogastronomica e proposte di travel experience.

Ne parliamo con alcuni  esperti di turismo, per comprendere quali saranno le prossime mosse e come si evolveranno nel breve futuro flussi turistici, attività e andamento economico nel nostro comparto.

Roberta Garibaldi

Docente Universitaria ed Esperta di Turismo Enogastronomico

Il turismo enogastronomico rappresenta una leva su cui puntare per la ripartenza del nostro Paese. Lo scenario attuale impone una riflessione e l’occasione è propizia per capire come affrontare la crisi che per ricercare nuove soluzioni per il futuro.

Nei prossimi mesi, è plausibile che il comportamento dei turisti cambierà. Saranno preferiti i viaggi di prossimità, gli spostamenti con mezzo privato, l’utilizzo di seconde case…

Diminuiranno i viaggi all’estero a beneficio del turismo domestico, in particolare verso le aree rurali. Le aziende agroalimentari e vitivinicole – le quali non hanno dovuto fermarsi nel corso dell’emergenza – potranno sicuramente trarne beneficio. C’è e ci sarà spazio per offrire proposte, anche pensando a nuove modalità e strumenti.

Punto di partenza sarà l’analisi dei propri clienti, attuali e potenziali, a partire dalla quale costruire strategie e azioni mirate per riorganizzare la propria offerta. Fondamentale per gli operatori sarà tenersi aggiornati.

Un elemento da valorizzare, anche in ottica di lungo periodo, sarà il Vigneto. Un luogo evocativo, dal grande fascino, che potrà divenire adatto per organizzare degustazioni, per attività sportive quali trekking, nordic walking, Mountain Bike… Per nuove proposte come yoga o attività artistiche, soprattutto considerando le limitazioni degli spazi chiusi e la necessità di contingentare gli accessi per mantenere il distanziamento sociale.

Tutto ciò unito a un’accoglienza autentica, fatta dalle persone, per creare un rapporto più diretto che consenta ai turisti di vivere questi momenti come arricchimento personale. E alla sostenibilità.
Una tendenza che andrà a rafforzarsi nei prossimi mesi sarà certamente l’utilizzo delle nuove tecnologie. Non solo per la vendita dei prodotti, ma anche di vere e proprie esperienze.

Si pensi, a tal proposito, alle degustazioni digitali con tutorial e video-guide per assaggi virtuali, ai QR code che rimandano a contenuti audio e video con la storia del prodotto e dell’azienda per intrattenere il consumatore, alle app di edutainment per divertire educando chi rimane a casa. Tutte proposte già esistenti prima dell’emergenza, ma che saranno sempre più popolari in futuro.

 LA CAPACITÀ DI INNOVARE E GUARDARE IN AVANTI SARÀ CERTAMENTE PREMIATA, PERCHÉ È PLAUSIBILE CHE IL COMPORTAMENTO DEI TURISTI CAMBIERÀ, ALMENO NEI PROSSIMI MESI. NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ, QUESTO MOMENTO PUÒ CERTAMENTE ESSERE SFRUTTATO PER GETTARE DELLE BASI SOLIDE PER LA RIPARTENZA.

Edoardo Colombo

Autore Hoepli

Il distanziamento sociale influirà sui comportamenti di viaggio e i luoghi meno congestionati saranno considerati più rassicuranti e preferiti alle spiagge e alle città d’arte tradizionalmente più visitate.

Le misure di sicurezza condizioneranno anche i trasporti collettivi in favore di una modalità di trasporto in auto e moto che offre una maggior libertà di movimento a vantaggio di borghi e percorsi naturalistici.

È opportuno lavorare sulle strade tematiche che esprimono i valori dei territori per la loro produzione tipica, come le Vie dei Vini per esempio, e sui luoghi simbolo delle specialità locali.

IL MADE IN ITALY MOTORISTICO E I GRANDI MARCHI ITALIANI CON GLI ITINERARI DEI MUSEI D’IMPRESA E LE GARE DI AUTO STORICHE, SARANNO UN NUOVO PRODOTTO DI TENDENZA.

Danilo Pontone

Consulente e Formatore Web Marketing, CEO di Hotel 2.0

Si prospetta, come ormai preannunciato da molti, un periodo di grande cambiamento. Gli operatori del turismo dovranno essere in grado di comprendere le mutazioni che subirà il mercato sia dal punto di vista della domanda sia dell’offerta turistica.

Un primo cambiamento avverrà subito nel breve-medio periodo e consisterà nell’adeguarsi alle nuove disposizioni su sanificazione, igiene e sicurezza. Ci aspetta un periodo di convivenza con il Covid-19, quindi se si vuole tornare ad essere operativi bisogna sapersi attrezzare correttamente per infondere sicurezza in chi deve acquistare un servizio e viaggiare.

Il secondo cambiamento, già in atto, è la rivoluzione digitale che ha travolto tutto il mondo e, soprattutto, il nostro Paese. In pochi mesi c’è stata un’accelerazione ed evoluzione digitale da cui bisognerà saper trarre opportunità.

Bisognerà saper strutturare business plan e strategie di web marketing che possano inserirsi positivamente in questo nuovo scenario e nuova era digitale che sarà sempre più pressante e indispensabile per il settore turistico.

RIUSCIRE A STRUTTURARSI BENE OFFLINE E ONLINE, POTRÀ AIUTARE A VIVERE UNA FASE CHE POTREBBE, IN UN CERTO SENSO, RIFLETTERE QUELLA DEL PRE-CORONAVIRUS, CON LA DIFFERENZA DI ESSERE PIÙ FORTI DI PRIMA E PIÙ CONSAPEVOLI DEI PROPRI MEZZI E CAPACITÀ.

Fabrizio Todisco

Creative Manager e Consulente Freelance

Come sarà il turismo della nuova era? Sarà forse più lento, attento, giusto, più vicino ai cittadini, meno rissoso?

Forse questa triste condizione che ci troviamo a vivere ha in sé il germe di costruzione di uno sviluppo economico alternativo, che abbia obiettivi di giustizia sociale ed equa ridistribuzione, di ricchezze così come di turisti

POTREMMO FINALMENTE PORRE BASI PIÙ SOLIDE PER UNA STRATEGIA TURISTICA FONDATA SU UN IMPATTO ECOLOGICAMENTE VALIDO, ORIENTATO VERSO I BISOGNI DELLE PERSONE CHE ABITANO UN LUOGO OLTRE CHE DI QUELLE CHE QUEL LUOGO LO VISITANO.

Armando Travaglini

Autore, Consulente e Formatore Digital Marketing Turistico

Il turismo nel secondo semestre del 2020 sarà sicuramente legato alla vicinanza geografica tra il viaggiatore e la destinazione. La paura di viaggiare in serenità influenzerà tante famiglie e persone un po’ avanti con l’età.

Molti non viaggeranno almeno fino al 2021, sia per ragioni economiche sia per mancanza di tempo (penso ai dipendenti privati che hanno consumato le ferie durante il lockdown).

Il turismo internazionale non riprenderà almeno fino al 2021, dove, speriamo, la percezione del nostro Paese sarà nuovamente tornata ai livelli pre-crisi ossia di un Paese sicuro dove poter trascorrere le proprie vacanze.

I soggiorni dei turisti italiani saranno brevi, concentrati nei weekend, e verrà prestata una eccezionale attenzione alle normative di sicurezza e sanificazione di tutti gli ambienti. Le strutture ricettive devono fornire garanzie in tal senso attraverso le comunicazioni digital (social, email, ecc.) e pianificare con molta attenzione le azioni di marketing e di revenue management.

NON MOLLIAMO, PENSIAMO IN MODO TRASVERSALE E FUORI DAL CORO, NEL RISPETTO DELLE NORMATIVE E BUONA RIPARTENZA A TUTTI.

Simone Puorto

Giornalista, Esperto di Turismo e Innovazione, Autore e Formatore

«Il tasso di mortalità nella Marina durante la guerra ispano-americana…»scrive Darrell Huff nel suo classico, How to Lie with Statistics – «…era del nove per mille, contro il sedici per mille degli abitanti [civili, NdA] di New York City».

Il governo americano utilizzò queste statistiche per invogliare i giovani a arruolarsi, partendo dalla tesi che, paradossalmente, era più sicuro essere un militare che un civile.

Il ragionamento è, apparentemente, lineare, ma il famoso corpo americano era (ed è ancora) composto perlopiù da giovani in buona salute, mentre la popolazione civile comprende neonati, anziani e malati, i quali hanno un tasso di mortalità più elevato a prescindere da dove si trovino. L’informazione, sebbene metodologicamente cruciale, venne omessa dalle campagne di arruolamento.

Il problema con il COVID-19 è simile: siamo chiamati a fare previsioni con set di dati limitati, frammentari, sensazionalistici, semplificati, gonfiati, confusi, politicizzati, pregiudiziali, strumentalizzati, contraddittori e aggregati con una metodologia che chiamare fragile è un eufemismo.

L’ESEMPIO PIÙ LAMPANTE?… OGNI PAESE STA CALCOLANDO IL TASSO DI MORTALITÀ CON METRICHE DEL TUTTO ARBITRARIE ED, ERGO, ANTISCIENTIFICHE.

 

A oggi, la percentuale (reale) di fatalità può ugualmente essere dello 0,0001% o del 99%, a seconda di come si interpretano i (già scarsi) dati. Questo rende impossibile qualsiasi argomentazione razionale, figuriamoci una previsione. Nell’ambiente informatico c’è un detto: garbage in/garbage out: se i dati originali sono immondizia (garbage in), allora qualsiasi considerazione e valutazione figlia di quei dati sarà altrettanto immondizia (garbage out).

Chiunque ha l’arroganza di fare previsioni basandosi solo sulle informazioni correntemente di pubblico dominio circa il COVID-19 sta mentendo spudoratamente o ha accesso a dati sconosciuti al resto del mondo. Oppure (e questo è uno scenario, nella sua malvagia banalità, ancora più spaventoso) è abituato a interpretare la realtà sulla base di fragili fallacie e pontificando su un modello che non è metodologicamente troppo distante dal lanciare una monetina e fare testa o croce. 

Il mio punto di vista sul futuro del turismo, quindi?… Nessuno.

E ogni consulente (serio) dovrebbe dare la stessa risposta. Non è nichilismo intellettuale, ma, come non creo una strategia marketing fino a che sono sicuro dell’accuratezza del dato di partenza, ancor meno mi sento deontologicamente (ed eticamente) giustificato a fornire linee guida e indicazioni sul futuro del travel sapendo quello che so oggi sul Coronavirus.

Ricordate che una previsione non è migliore del campione di dati sulla quale si basa. MAI. Non esistono eccezioni e senza dati quello che ci rimane sono solo le opinioni, nemiche giurate del modello scientifico, razionale e anti-emozionale al quale tutti i consulenti hanno (o dovrebbero avere) giurato una fedeltà quasi ippocratica.

IL VIRUS, CON LE SUE IMPLICAZIONI SUL NOSTRO SETTORE, MI SPAVENTA MOLTO MENO DI QUESTA SOSPENSIONE DEL BUON SENSO… PER QUEST’ULTIMA, PURTROPPO, UN VACCINO NON ESISTERÀ MAI.

 

Marianna Marcucci

Digital Media Curator

Mi sento ottimista, la voglia di viaggiare delle persone è tanta e torneremo presto a farlo ma è innegabile: dovremo convivere con pratiche e abitudini diverse e un po’ macchinose.

Sceglieremo, in generale, di viaggiare in autonomia oppure il treno piuttosto che l’aereo. Viaggi più locali. Prepareremo diversamente le nostre valigie (quante boccette di disinfettante?), faremo più attenzione ai luoghi che promuoveranno una sanificazione maggiore e il distanziamento fisico (già alcuni musei stanno ripensando le collezioni per facilitarlo, vedi gli Uffizi), avremo necessità di più documenti per viaggiare, e così via.

Osserviamo come il nostro Pianeta ha reagito al forzato lockdown: le macchie rosse (concentrazioni d’inquinanti) che scompaiono dalle foto satellitari fanno impressione e questo sta creando una maggiore consapevolezza.

I viaggi saranno più sostenibili, green e attenti a non sprecare le risorse naturali. D’altronde, questo era già un trend molto forte nei desideri dei viaggi dei Millennial alla fine del 2019 che si rafforza anche in fasce più ampie di popolazione.

Turismo di prossimità ma tecnologico, importante strumento facilitatore nell’organizzazione e realizzazione dei viaggi. La tecnologia non sarà più solo ricerca ma anche compagna durante il viaggio stesso, dagli scanner per la temperatura ai robot receptionist.

SONO OTTIMISTA, IL MONDO DEL TRAVEL HA, DA SEMPRE, UNA CARATTERISTICA MERAVIGLIOSA, LA RESILIENZA.

Giovanni Luongo

Hospitality Expert

Se il tempo si fosse fermato a gennaio saremmo qui a gongolarci nel guardare le stime sulle presenze turistiche nel belpaese che anche per quest’anno riportavano una crescita pari ad un 3,5%.

Osservando oggi le stesse statiche, fermo restando i sentimenti di sconforto, non siamo in grado con la stessa sicurezza matematica di effettuare previsioni numeriche senza prendersi qualche azzardo.

La priorità a questo punto è ipotizzare almeno lo scenario futuro per affrontare quella che possiamo definire una “nuova era del turismo”.

Questa fase così diversa da quella che si poteva prospettare a inizio anno, andrà diluendosi con l’aiuto della scienza che introdurrà antivirali ed appositi vaccini, ma resta comunque la necessità di affrontare l’attuale Fase 2, post lockdown, e quella dei mesi immediatamente successivi.

Concentriamoci proprio su quest’ultimo periodo, in attesa delle specifiche normative a tutela della salute rivolte con particolare indirizzo al comparto turistico.

Il mercato interno mai come in questa fase sarà quello principale, incentivato spero da un ritrovato senso patriottico ma anche dalla sostanziale sfiducia nei grandi spostamenti. La necessita di distanza per una maggiore tutela della propria salute sarà il fattore di scelta del consumatore. Nella sostanza non vedremo per diverso tempo le scene che per anni hanno caratterizzato il cosiddetto turismo di massa, a favore di uno più sostenibile ma con numeri sensibilmente ridotti.

La ricerca di una maggiore individualità inciderà anche nella preferenza dei mezzi di trasporto, autonomo rispetto a quello pubblico, come per le soluzioni alloggiative, fermo restando lo sviluppo di nuove e più idonee procedure di sanificazione.

INTERCETTARE QUESTA NUOVE ESIGENZE RAPPRESENTA LA BASE SULLA QUALE SVILUPPARE NELL’IMMEDIATO L’OFFERTA IN QUESTA NUOVA ERA TURISTICA.

Un esercizio nuovo di imprenditorialità al quale bisognerà rispondere con energicamente e con le capacità che hanno da sempre contraddistinto il nostro popolo nelle situazioni emergenziali.

Giulia Eremita

Coordinamento Digital Strategy & Innovation BTO2020

In uno scenario oggettivamente complicato e in costante divenire, ognuno ha imparato a trovare il proprio equilibrio.

Volenti o inconsapevoli, riprenderemo a viaggiare perché è nella natura dell’uomo e delle cose, lo faremo certamente prima in prossimità, nella natura e all’aria aperta, poi via via acquisiremo più sicurezza per entrare in contatto con la cultura, la storia e le tradizioni.

Infine, riprenderemo a pianificare i nostri sogni e viaggi sul medio e lungo raggio. Sì, la ripresa sarà lenta e graduale e questo pensiero può creare impazienza ma sono certa che porterà grandi soddisfazioni in termini di qualità.

Immaginiamoci l’emozione di chi ci accoglierà in vacanza per la prima volta, ci basterà uno sguardo per capirci, il distanziamento sarà un atto d’amore e di rispetto più che dovuto. Viceversa chi ospiterà i primi viaggiatori dovrà garantire serenità e sicurezza in questo nuovo scenario e lo dovrà comunicare, fare in modo disinvolto e naturale.

Nell’ecosistema digitale si sono già create nuove opportunità per molti, alcuni hanno sviluppato nuove idee e hanno dato sfogo alla creatività e hanno saputo generare contenuti e relazioni di valore; altri hanno capito improvvisamente cosa non andava già bene del loro business.

IL FUTURO CI VEDRÀ MENO IMPREPARATI E PIÙ AUDACI…

Diversificheremo, guarderemo al nostro business su più livelli, con un’attenzione particolare verso il territorio e la comunità locale. Sarà un viaggio eccitante, la base per costruire qualcosa di unico.

Sarà una nuova era di collaborazioni e partnership tra settori che prima di oggi non si parlavano, ci saranno nuove modalità di promozione e probabilmente anche nuovi emergenti canali di distribuzione.

Antonella Brugnola

Esperta in Turismo Extra Alberghiero

Questa è la mia personale visione di come sarà il turismo del prossimo futuro. Non è questione “se” ma “quando” ripartiranno i viaggi turistici (e non solo quelli) e con che modalità, progressivamente e a partire dal sopraggiunto 4 maggio.

Prevedo che all’inizio (estate 2020) ci sarà turismo nelle località di villeggiatura di compaesani che trascorreranno le loro ferie senza uscire dai confini territoriali e nelle loro seconde case.

In Italia c’è tutto: mare, monti, laghi, campagna, borghi antichi, enogastronomia, ville con piscina, terme, sport per tutte le tasche: non credo cercheremo altro.

Anche per sostenere l’economia domestica, penso sia una giusta scelta restare in Italia e saremo già abituati alle modalità anti-contagio che nel frattempo avremo fatto nostre: distanza, mascherina e guanti, lavaggio mani, gel disinfettanti, prenotazioni e rispetto dei turni, pulizie degli ambienti secondo i protocolli conosciuti.

Nel settore extra-alberghiero i viaggi sanitari riprenderanno, recuperando il tempo di lockdown. Il lavoro da remoto dei nomadi digitali garantirà una altra fonte di affitto delle case.

Si arriverà a una situazione di equilibrio tra affitti brevi e lunghi, con pace dei sindaci di quei comuni in cui l’overtourism aveva raggiunto livelli insostenibili. Gli affitti delle case diventeranno ancora più flessibili, a seconda della domanda specifica, short/medium/long term.

LE PULIZIE O SANIFICAZIONI SONO IL TEMA PIÙ CALDO ORA: ATTENDIAMO PROTOCOLLI COVID-FREE E BOLLINI DI CERTIFICAZIONE


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