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7 NOVEMBRE/ I PROGETTI

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Il risultato positivo dei progetti programmati con cura è sempre scambiato per fortuna dagli stupidi.

DASHIELL HAMMETT

I progetti sono promesse che la fantasia fa al cuore; e il cuore non rifiuta mai questi regali pericolosi.

JEAN-LOUIS VAUDOYER

Tempo fa, durante letture diverse, mi sono venute incontro queste due frasi che hanno un denominatore comune: il tema del «proget­to». La prima è presente nel romanzo II bacio della violenza di un noto «giallista» americano, Dashiell Hammett (1894-1961), il creatore del «duro» Sam Spade. Gli stupidi non sanno che per raggiungere nella vita risultati efficaci è necessario un paziente lavoro di progettazio­ne e programmazione. Pensano, invece, che basti solo la fortuna (intendiamoci, anch’essa può avere la sua parte).

La serietà nella formazione, l’apprendistato severo, raffinamento della preparazione sono purtroppo qualità sempre meno stimate e praticate. L’improvvisazione e la superficialità regnano sovrane ed è a esse che – purtroppo! – spesso arride la fortuna. Ma, a questo pun­to, bisogna riconoscere che ha una sua verità anche l’altra frase, che è di uno scrittore francese «minore», Jean-Louis Vaudoyer (1883- 1963). Egli ci mette in guardia contro il rischio opposto, quello del fare progetti sempre più alti e vasti col pericolo di trasformarli in il­lusioni. Sono simili a castelli di carte che incantano per la loro armo­nia ma hanno la consistenza di un sogno. Basta un colpo di vento della realtà per dissolverli, facendoci passare dall’illusione alla delu­sione. Eppure già l’antico oratore e politico ateniese Demostene (IV sec. a.C.), in ima delle sue tre orazioni pubbliche in difesa della città greca di Olinto minacciata dal re macedone Filippo (e perciò dette Olintiache), affermava: «Nulla è più facile che illudersi, perché l’uo­mo crede vero ciò che desidera».

Gianfranco Ravasi


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