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Puglia a quota 35mila vaccini, ma non mancano i furbetti: tra loro prof e forze dell’ordine

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La Puglia ha superato quota 35mila vaccinazioni, pari a oltre il 70% delle 48mila dosi finora consegnate dalla Protezione civile. Nei giorni di piena operatività, quelli in cui le scorte lo permettono, i 40 ospedali attivi sono riusciti a garantire 5mila somministrazioni. Un buon risultato anche se le polemiche non mancano: perché, oltre ai medici e alle altre categorie che ne hanno diritto, negli ambulatori è riuscito a infilarsi anche qualcuno che avrebbe dovuto attendere.

Sabato a Brindisi è scoppiata la denuncia del presidente dell’Ordine: ha puntato il dito contro le mogli dei medici in pensione («Una decina», secondo il direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone) che avrebbero ricevuto la vaccinazione.
«Non possiamo vaccinare nessuno che non sia incluso all’interno delle categorie identificate – dice il capo dipartimento salute, Vito Montanaro -, e cioè personale sanitario, ospiti delle Rsa e personale delle funzioni di supporto, rigorosamente in ordine di priorità secondo quanto stabilito». Ovvero prima i medici e il personale sanitario degli ospedali, preferibilmente dei reparti covid. Poi le funzioni di supporto, cioè tutti quegli operatori (anche esterni) che per vari motivi risultano a contatto con i pazienti. Infine tutti i dipendenti delle aziende sanitarie.

La Puglia ha ottenuto una disponibilità di 95mila dosi a fronte di una richiesta di 106mila. Ma con l’ok dell’Aifa per estrarre 6 dosi anziché 5 da ciascuna fiala, si è saliti a 113mila persone potenzialmente vaccinabili. Nel totale – spiegano dalla Regione – rientra tutto il mondo del 118, ma anche tutte le associazioni di volontariato che garantiscono l’assistenza domiciliare, oltre che i medici di medicina generale e i pediatri (compresi i collaboratori di studio), e tutta la sanità privata accreditata. Oggi intanto dovrebbero essere consegnati altri 25 «vassoi» della Pfizer (195 fiale ciascuno) per un totale di circa 29mila dosi. In settimana potrebbero arrivare anche le prime dosi del vaccino americano Moderna, leggermente più semplici da gestire dal punto di vista logistico. Dalla prossima settimana diventerà fondamentale la gestione delle scorte, perché sarà necessario tenere da parte la quota per la seconda dose: da lunedì 18 nei laboratori partirà una sorta di doppio turno. E dal 25 gennaio quelli del «vax day» di dicembre dovrebbero essere immuni al covid.