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Vieste/ Il titolare dello stabilimento sotto sequestro si difende dalle accuse. “Fatti totalmente errati e lesivi”

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L’operazione andata in porto nella mattinata di ieri: “Ho dato mandato all’avvocato di quere­lare e denunciare”

Distruzione e deturpamento di bel­lezze naturali e occupazione di de­manio marittimo di zone sottoposte a vincolo paesaggistico. Sono le accuse mosse ai titolari del lido del Gattarella Resort di Vieste, ubicato in località “Lama le canne”, uno degli stabilimenti balneari tra i più noti della zona. “Ci stanno accusan­do di aver fatto opere abusive quando non è assolutamente vero – ha replicato a l’At­tacco Gino Notarangelo,tra l’altro presi­dente Federalberghi Confcommercio i manufatti e le strutture presenti sulla spiaggia sono quelle che ci sono state concesse, al centimetro. Noi abbiamo fat­to un’opera di manutenzione utilizzando la sabbia della nostra concessione: non abbiamo fatto altro che prendere l’arenile e accumularla verso la parte retrostante, nei pressi delle nostre strutture, al fine di evitare danni da mareggiata”.

Secondo il Nucleo operativo di polizia am­bientale della Guardia Costiera di Man­fredonia, unitamente a militari di Vieste e di Lesina, il titolare della struttura balnea­re avrebbe, senza alcun titolo edilizio/concessorio paesaggistico e in violazione alle ‘Linee guida per la manu­tenzione stagionale delle spiagge’ redat­te dalla Regione Puglia, accumulato in­genti quantitativi di materiale litoide a ri­dosso della propria struttura ricettiva. “In riferimento alle linee guida della Regione Puglia, ci sentiamo di dire che sono state emanate nel marzo del 2020, in pieno lockdown – ha rimarcato Notarangelo non vuole essere una scusa, ma noi sono completamente sfuggite in quanto aveva­mo anche altre preoccupazioni da affron­tare. Tuttavia, andando ad osservarle, le linee guide parlano specificatamente di come mantenere gli arenili: le opere che abbiamo attuato non vanno contro le linee guida, noi infatti non abbiamo preso ma­teriale da altre zone o, visto che è vietato, preso la sabbia direttamente dal mare. Sono circostanze che noi non abbiamo assolutamente infranto, noi siamo rimasti nella nostra concessione, non abbiamo alterato la battigia e la linea di riva, questo è quello che veramente provoca seri dan­ni all’ambiente e alla linea costiera. Forse non eravamo a conoscenza delle nuove indicazioni e ci sfuggita l’emanazione del­le linee guida e forse avremmo dovuto fa­re un documento più esplicativo”.

Le linee guida – riportano dalla Guardia Costiera – prevedono, per operazioni ri­guardanti gli arenili, una minuziosa attivi­tà preliminare e autorizzativa finalizzata a salvaguardare il valore paesaggistico, la granulometria del materiale litoide e, in generale l’ecosistema del litorale costie­ro. Le operazioni di escavo e successivo riposizionamento – hanno rilevato gli in­vestigatori – avevano di fatto modificato l’aspetto geografico della costa andando di fatto a creare un vero e proprio cordone dunale artificiale. “I turisti vengono per il nostro mare e per il nostro ambiente che è da salvaguardare – ha sottolineato No­tarangelo -: la foresta è un nostro punto forte. La spiaggia viene pulita anche du­rante il periodo invernale, in particolare dopo le mareggiate che portano residui soprattutto plastici, per avere la battigia sempre pulita, perché la nostra struttura è un family hotel e abbiamo puntato su que­sto aspetto come cavallo di battaglia, quindi l’attenzione alla natura, all’ecolo­gia fanno parte del nostro Dna”. Nell’attività i militari operanti avrebbero accertato anche un’occupazione di de­manio marittimo abusiva pari a una su­perficie di circa 2.500 metri quadri di are­nile con un volume prossimo a circa 3.750 metri cubici. “Occupazione abusiva? La notizia è totalmente sbagliata – ha evidenziato Notarangelo -, perché quella è la spiaggia che io ho in concessione e non ho occupato abusivamente altra spiag­gia. Abbiamo già dato mandato al nostro avvocato (Giarrusso,ndr) di sporgere denunce e querele. Sono emersi docu­menti che dovrebbero essere mantenuti con un certo riserbo anche perché è in cor­so ancora un’indagine. Non si può assolutamente essere trattati in questa manie­ra, alla berlina di tutti, quando invece noi siamo solo impegnati nel nostro lavoro. Alimentare dei fuochi dove si cerca di in­fangare il buon nome di qualcuno, senza dimenticare che l’azienda è presente qui dagli anni 60, è sicuramente una criticità. Cerchiamo di fare il nostro lavoro nel mi­gliore dei modi possibili ovviamente sem­pre rispetto delle regole: siamo esseri umani e possiamo fare dei piccoli sbagli o errori, ma riteniamo che sia esagerato metterci alla berlina. Ci sono le autorità competenti che avranno modo di chiarire la nostra situazione”.

“Siamo la società per azioni, ci siamo sempre comportati secondo le norme, ad­dirittura la spiaggia è certificata, una del­le poche, perché investiamo nella qualità del servizio che offriamo ai nostri clienti, così come fondamentale è la tutela del no­stro ambiente e del nostro ecosistema. Il problema è la movimentazione della sab­bia? Allora bisognerebbe bloccare tutti i lavori che si svolgono regolarmente prima di ogni stagione estiva. Ad esempio, que­sta mattina c’era anche un mezzo del Co­mune di Vieste che operava nei pressi del porto: questa si può fare? Noi non abbia­mo modificato l’ecosistema, abbiamo semplicemente preso la sabbia e posizio­nato più indietro”.

Notarangelo ha modificato il suo modo di intendere il turismo e ha approfittato della pandemia per dare un tocco di novità alla sua struttura. “Abbiamo riaperto in pratica un nuovo albergo, per cui diventa difficile fare paragoni col passato. Tuttavia, pos­siamo esser soddisfatti del lavoro svolto. Siamo riusciti in poco tempo ad aprire una nuova struttura con un nuovo format, pun­tando su una clientela attenta a tali ne­cessità. Siamo andati un po’ in controten­denza. Ci siamo organizzati, siamo pron­ti. Chi non lo è deve cominciare a pensa­re a quello che sarà il futuro. Purtroppo il mondo è cambiato, bisogna prenderne at­to e adeguarsi alle nuove misure. Dobbia­mo ricostruire il nostro mondo, aggior­nandoci giorno per giorno”.

Pietro Capuano

l’attacco