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PESCHICI-GARGANO-PUGLIA…E ORA COSA CAMBIA? LE RIFLESSIONI SULLA STELLA

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Di lui, la guida, scrive: “Affacciato su un’incantevole piazzetta, la travolgente passione del cuoco vi guiderà alla scoperta dei giacimenti gastronomici pugliesi, in un piccolo, ma romantico, ristorante con adorabili camere. Senza dubbio uno dei migliori di tutta la provincia!”.

Li Jalantuùmene a Monte Sant’Angelo, di Gegè Mangano, era fra i potenziali vincitori della stella. A lui, a Il Capriccio di Leonardo Vescera, molti pensano quando dicono che qui, di stelle, ne potevano arrivare di più. Gegè Mangano è felicissimo per Domenico Cilenti. “Domenico ha lavorato bene.

Ci ha creduto fino in fondo e penso che sia davvero un’eccellenza che potrà portare successo all’intero territorio. Per me è come un fratello e sono sincero nel dire che il riconoscimento è meri-tatissimo. Lui è bravo, il posto è mozzafiato… perché anche la location ha contribuito… E poi Peschici è una perla”. La stella insomma, porterà benefici e indicherà la via.

“Nella Provincia di Foggia c’è ancora tanta strada da percorrere. Se arriva un ospite o un cliente importante, è difficile trovare posti adeguati alla ricezione. E’ rimasto tutto troppo antiquato”. Cosa è nato dopo i quattro del Gargano, che si erano bran-dizzati. Biscotti, Cilenti, Vescera e Mangano? “C’è Beppe Zullo, famoso come il cuoco contadino, ma è necessario fare di più. Stimolare nei giovani e negli imprenditori l’idea che bisogna puntare su qualità ed eccellenza. Domenico spero sia un trampolino di lancio. Quando ho saputo della sua vittoria mi sono emozionato, anche pensando ai sacrifici che nel tempo ha fatto. Un uomo che viene da una famiglia di pescatori, che ha investito tanto nel suo sogno.

Nel personale, nell’arredamento, sulla mise en place… e non è da poco. Sono soldi, in un territorio come quello garganico è ancora più difficile. Finalmente, dico, oggi è arrivata una bella notizia. Basta parlare di questo territorio per mafia, morti, bombe, dissesto e scioglimenti. Ora serve un rilancio serio a questa terra che a volte sembra non voglia crescere. Domenico ha provato a mettere in moto questa macchina. Ora la politica e l’Università dovrebbero fare la loro parte. La Luiss riconosce la peculiarità di doti come queste e invita Beppe Zullo a tenere delle lezioni, prendiamo esempio anche qui”.

Sulle ripercussioni della stella sul territorio, Vittorio Cavaliere, critico gastronomico, non ha dubbi. Si accende un riflettore importante, dice. “Sono contento per Domenico Cilenti. Lo ricordo qualche anno fa ad un concorso per giovani chef e ora è arrivato lontano. Come ricordo quando il Ventaglio a Foggia prese la stella. Foggia sembra restare purtroppo ancora indietro, come il Gargano, rispetto ad altre realtà della Puglia. Penso al Salento, al Nord Barese. Eppure a parer mio esprime meglio qualità come l’autenticità, a differenza di zone che si sono maggiormente omologate dal punto di vista enogastronomico.

Credo che chiunque riesca a portare a casa una stella, anche se fra invidie a volte, è da considerare bravo. E’ un traguardo di successo e prestigio, positivo per il territorio in cui arriva, perché significa che quel territorio è stato osservato.

Che quel traguardo può essere considerato un punto di partenza. Il Gargano e il foggiano non sono riconosciuti per quello che valgano per ragioni geopolitiche a mio avviso. E anche questo è un aspetto della stella. Anche io, come molti altri, sono dell’idea che anche altri chef meritavano, ma già il fatto che ne sia arrivata una va benissimo. Significa che un movimento nuovo è partito”.

Fra gli altri, che si dice, avrebbero meritato la stella, Leonardo Vescera. Tutti oggi però si stringono intorno a Domenico: “L’ottenimento della prima stella di Domenico è una grande soddisfazione per lui, per la sua brigata e per l’intero territorio. Domenico l’ha sempre inseguita, si è sempre prefissato di raggiungerla, di portare la stella sul Gargano. Lui ha sempre puntato a questo e dopo anni di sacrifici, di duro lavoro, ci è riuscito.

Quando uno si prefigge un obiettivo come questo e lo raggiunge, diventa esempio e grande orgoglio per il Gargano, ma anche per la Provincia di Foggia. Questo è un territorio poverissimo di riconoscimenti ed è scioccante, perché comunque ci sono delle bellissime realtà, anche a Foggia e in altri paesi, ma è pazzesco vedere come una città come Foggia non ha un solo ristorante segnalato nella Guida Michelin.

Così come San Giovanni Rotondo, Mattinata, per non parlare del Sub Appenino Dauno. Non c’è nulla. Tabula rasa. Sono però contento che quest’anno Vieste dal punto di vista gastronomico stia crescendo bene”. A Vieste quest’anno si è inserito il ristorante Acqua che si aggiunge a il Capriccio e Al Dragone. “E’ una bella soddisfazione, vedere nuove leve, ragazzi che hanno lavorato da me e vogliono entrare in Michelin, essere già sulla buona strada. Sono sicuro che arriverà anche per loro almeno l’inserimento nella Guida Michelin”.

Tommi Guerrieri

l’attacco


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