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ASL FOGGIA RINVIA ESAME E VISITA DI 10 MESI. SERVE UN ELETTROCARDIOGRAMMA. PAZIENTI IN GRANDE DIFFICOLTÀ.

Liste d’attesa lunghissime, ennesimo caso in Capitanata. La Regione qualche giorno fa ha spostato risorse in altre strutture della Puglia.

Dieci mesi per un elettrocardiogramma, nonostante la classe di priorità “B”, lettera che stabilisce l’esecuzione dell’esame “entro 10 giorni”. Succede in provincia di Foggia, proprio a pochi giorni dalla delibera di Giunta regionale che ha “spostato” 6 milioni di euro per l’abbattimento delle liste d’attesa da Casa Sollievo della Sofferenza agli altri enti ecclesiastici della Puglia (a Bari e Tricase).

La prenotazione dell’esame e della visita cardiologica è stata effettuata il primo febbraio scorso, dopo l’impegnativa del medico di medicina generale datata 23 gennaio 2024. La prima disponibilità dell’Asl di Foggia è disarmante: 30 ottobre 2024 alle ore 10:30, presso il poliambulatorio di via Barletta, a Manfredonia. E questo è solo l’ennesimo caso segnalato, a dimostrazione della grandissima difficoltà per i cittadini/pazienti della Capitanata di accedere a servizi sanitari di base.

Nelle scorse settimane diversi lettori ci hanno scritto riportando le loro esperienze: alcuni si sono recati a Campobasso per una tac, altri hanno dovuto subire attese di oltre 14 mesi per una risonanza magnetica al cervello. A dimostrazione che la “mobilità passiva” non è determinata solo da prestazioni specialistiche in strutture rinomate del nord Italia, ma viene caratterizzata anche da esami banali effettuati nelle regioni limitrofe o nelle altre province pugliesi. Eppure, la Regione Puglia con diverse note ha sostenuto che le risorse inizialmente destinate per contratto all’ospedale di San Pio non potevano essere “ricollocate” sul territorio, nonostante nel 2021, a Bari, sia successo proprio questo, con la ripartizione di 10 milioni alle strutture private della provincia.

Nel Foggiano, invece, le cliniche e centri medici non riescono a dare le giuste risposte ai bisogni di salute perché i tetti di spesa – il limite invalicabile per il rimborso delle prestazioni – viene esaurito già alla metà di ogni mese. La sanità privata, come ribadito anche oggi dal presidente Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), Potito Salatto, sarebbe “pronta ed attrezzata per rispondere alle tante richieste di cura ed assistenza”. Ma al momento questa possibilità è preclusa. “La Regione Puglia – ha detto l’imprenditore foggiano -, che pure ha profuso sforzi importanti in questi anni, deve fare di più per ridurre le liste di attesa al fine di non costringere i cittadini a rivolgersi a strutture fuori regione, aumentando così la mobilità sanitaria, già alta per questo territorio. Sarebbe già più giusto ed equo se la regione decidesse, come ho chiesto più volte, di assegnare eventuali e nuove risorse per l’abbattimento delle liste d’attesa non già con riferimento all’incidenza del tetto storico ma basandosi sull’effettivo bisogno dei territori”, ha concluso.

immediato.net