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LA PROPOSTA DI AZIONE SUL SALARIO MINIMO A VIESTE. IL SALARIO MINIMO PER IL SETTORE TURISTICO. UNA SCELTA DI DIGNITÀ E COERENZA.

In un Comune come il nostro, amministrato da una forza civica che ha concentrato i suoi investimenti quasi esclusivamente nel settore turistico, anche a dispetto di servizi essenziali in gravi crisi come la sanità pubblica e l’edilizia popolare, l’aver completamente ignorato, fino ad oggi, la questione del salario minimo è segno evidente di mancanza di una visione d’insieme di quelli che sono i bisogni dei cittadini. 

Se da una parte il riconoscimento del salario minimo consentirebbe di sottrarre allo sfruttamento e alla povertà le fasce più deboli dei lavoratori stagionali, dall’altra la sua implementazione garantirebbe agli imprenditori onesti non solo una concorrenza più leale sul mercato, ma anche un regime di incentivi fiscali, qualora l’Amministrazione decidesse di investire su questo tema. Difatti, il maggior costo per l’azienda che sceglie di applicare sul territorio il salario minimo potrebbe essere bilanciato completamente o in parte dalla previsione da parte dell’Ente di una quota percentuale di sgravi fiscali sui tributi locali. Un premio per le aziende che scelgono di operare nella legalità e nella competitività, una sinergia fra pubblico e privato che contrasterebbe la crisi del mercato del lavoro e, allo stesso tempo garantirebbe dignità ai lavoratori e maggiore coerenza con quanto finora investito nel settore. 

Intanto a Napoli, a Firenze, a Bacoli e in altre città d’Italia si comincia ad applicare il salario minimo ai dipendenti dell’Ente comunale e a tutte le ditte che si aggiudicano gli appalti del Comune stesso. E noi? Vogliamo provare a fare uno scatto in AVANTI o vogliamo restare a guardare?

Lorenzo SPINA DIANA

Segretario cittadino di AZIONE