Il Parco nazionale del Gargano, che a breve celebrerà i suoi 35 anni di vita dalla legge istitutiva
merita qualche riflessione in più al netto delle dispute politiche che hanno sempre contrassegnato la vita del Parco, tra presidenze, commissariamenti, direttori che vanno e che vengono, denunce all’autorità giudiziaria, sentenze del Tribunale, accuse dei sindaci dell’area, prese di posizioni del mondo ambientalista ciascuno con i propri punti di vista, le proprie declinazioni, le proprie prospettive rispetto ad un patrimonio unico nel suo genere: il Gargano.
Ecco, bisognerebbe ripartire proprio dalla consapevolezza che con l’ente nazionale Parco del Gargano – e l’estensione dell’area protetta nella zona marina dell’arcipelago delle Tremiti – si è voluto prima di tutto mettere un punto a speculazioni, piani edilizi, turismo fai da te. Non di certo per musealizzare il promontorio ma per fissare un minimo di regole – e di tutela ambientale – rispetto a spinte anarchiche circa la gestione del territorio.
Ci si è riusciti? In parte sì non vi è dubbio, soprattutto grazie all’opera di vigilanza e tutela affidata per esempio ai Carabinieri forestali che del Parco del Gargano sono elemento essenziale, ma anche delle tante associazioni culturali ed ambientaliste che in questi anni si sono adoperate soprattutto per far capire il “valore aggiunto” del Parco nazionale.
Un Parco che – non va dimenticato – nasce anche da una “battaglia culturale” condotta dalla «Gazzetta del Mezzogiorno» che lanciò proprio l’idea di istituire il parco con gli editoriali affidati all’epoca al sociologo Sabino Acquaviva.
Ad oltre trent’anni di distanza occorre tuttavia rimettere in circolo una visione rispetto al Parco nazionale del Gargano, alle sue potenzialità ancora inespresse, al suo straordinario valore ambientale in questo periodo caratterizzato dalle cosiddette «transizioni». Vanno create le condizioni per una ripartenza con i garganici prima di tutto rinnovati protagonisti di una delle più grandi conquiste culturali e sociali del promontorio, appunto il Parco nazionale.
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