I giovani ex calciatori viestani oggi avranno modo di ricordare Giuseppe Troia, in arte “Muslin”, volato in cielo e finalmente liberato dalla sofferenza che lo teneva prigioniero dei ricordi del passato: prima come calciatore nella sua Lecce, poi come allenatore a Vieste, dove ha formato e cresciuto tanti ragazzi.
Legatissimo al pallone come pochi, faceva di tutto pur di mettere insieme una squadra e partecipare ai campionati. Non aveva bisogno di nessuno: spesso faceva tutto da solo, mettendo a disposizione i suoi mezzi per le trasferte e i suoi metodi — quelli inconfondibili, “alla Muslin” — per tenere unito il gruppo. I giovani lo seguivano ovunque, perché Peppino era così: autentico, diretto, appassionato.
Un giorno, agli inizi degli anni ’80, chiese a nini delli Santi di raccogliere la sua eredità calcistica. Da quel gesto nacque la “Gioventù Vieste”. Ma le squadre che ha contribuito a creare o sostenere sono tante: dal campionato Juniores dell’Atletico Vieste al “Valentino Mazzola”, fino alla “Daunia Vieste”, presieduta dall’amico Antonio D’Aprile, a cui Peppino era particolarmente legato.
Oggi voglio rendere omaggio a Giuseppe Troia, in arte Muslin, riconoscendogli il merito di aver scoperto e valorizzato giovani talenti, pescati dalla strada, quando ancora si giocava sul piazzale accanto al “Riccardo Spina”, fino al campo sportivo.
Il 4 agosto scorso, alcuni dei tanti giovani che ha allenato hanno voluto omaggiarlo con una serata tutta per lui: una partita tra amici per risvegliare in Peppino emozioni antiche. È stato bello vederli tutti intorno a lui, sorridenti, grati.
Come tutti quelli che ora giocano nei “prati celesti”, anche tu, Peppino, sarai ricordato per sempre dai tuoi amici pallonari.
Ci mancherai.
michele mascia




